IL GIALLO

Montecorvino Pugliano: sgozzato e lasciato morire dissanguato

L’immigrato è stato trovato senza vita nel parcheggio del “Decathlon”. Sarebbe stato colpito alla gola con i cocci di una bottiglia di birra

MONTECORVINO PUGLIANO. Sgozzato come nelle più orribili esecuzioni tribali e lasciato morire dissanguato. Quel cadavere scoperto ieri pomeriggio sotto il porticato di un chiosco-bar è di un cittadino del Marocco, un 35enne senza fissa dimora che vanta numerosi “alias”. È stato ucciso nel pomeriggio di ieri, probabilmente all’apice di una furiosa lite dopo una bevuta tra stranieri. L’arma, che non è stata trovata, potrebbe essere una bottiglia di birra. È stato un altro immigrato a comporre, qualche minuto prima delle 15, il numero del 118. Alla centrale operativa è stato raccontato di un possibile investimento. I volontari del Vopi di Pontecagnano, giunti sul luogo della segnalazione, si sono trovati davanti l’immigrato sgozzato e morto per dissanguamento ed hanno allertato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari della compagnia di Battipaglia, guidati dal capitano Erich Fasolino. La persona morta non aveva documenti ed è stata difficile finora la sua identificazione. Le indagini, coordinate dal pm Giovanni Paternoster sono partite da una ricognizione dei luoghi. I carabinieri del Sis (Servizio investigazioni scientifiche) del nucleo investigazioni di Salerno hanno rilevato tracce di sangue sul prato adiacente il chiosco, a una mezza dozzina di metri dal ritrovamento del cadavere. Potrebbe essere il luogo di partenza della lite o il punto del ferimento mortale. Il nordafricano potrebbe essersi trascinato fino al porticato nel tentativo di chiedere aiuto raggungendo l’ingresso del vicino centro commerciale Decathlon che dista un centinaio di metri. Ma non ce l’ha fatta.

I dubbi sull’identità. L’identificazione del 35enne è avvenuta attraverso le impronte digitali. Si tratta di uno straniero senza fissa dimora che, una delle prime volte, è stato censito come appartenente ad un comunità di Eboli, stabilitasi nei pressi di San Nicola Varco. Poi ha vagabondato per la provincia, da Battipaglia a Salerno. Negli ultimi tempi si appoggiava alla vicina mensa della Caritas di Pagliarone che dista duecento metri dal luogo del ritrovamento del cadavere. L’esame della banca-dati del Ministero dell’Interno ha fornito numerosi nomi collegati alle impronte rilevate sui polpastrelli della vittima. Il marocchino – sulla nazionalità si è certi – ha fornito di volta in volta nomi differenti. Per questa ragione i carabinieri non sono riusciti a risalire alla sua vera identità.

Il luogo del delitto. L’area a verde attrezzato intorno al chiosco si trova in un angolo del parcheggio del Decathlon. Lì vicino passano decine di automobilisti in uscita dall’A3 di Pontecagnano sud o diretti verso l’arteria a scorrimento veloce. A quell’ora – l’omicidio sarebbe avvenuto, appunto, tra le 13 e le 14 di ieri – il parcheggio era quasi vuoto mentre il chiosco è chiuso per ristrutturazione. Poco lontano c’è una casa dell’Acqua, ma non è in funzione. Trovare testimoni è difficile. Gli stessi clienti del centro commerciale e i dipendenti tendono a parcheggiare nei pressi della struttura. Il chiosco è nel punto più lontano del parking e potrebbe essere stato scelto come luogo di incontro dalla vittima e dal suo omicida. C’è una telecamera di sicurezza puntata sul punto di ritrovamento del corpo, ma non era in funzione. Le immagini potevano essere utili per chiarire il giallo. Un ragazzo africano che si aggirava con circospezione intorno al chiosco è stato fermato dai carabinieri. All’immigrato è stata mostrata una foto, ma non ha riconosciuto la persona ritratta. Né ha detto di conoscere la vittima. Il suo atteggiamento è apparso reticente. I carabinieri lo hanno interrogato anche dopo le operazioni di rilievo sul luogo del delitto.

L’arma del delitto. Chi ha ucciso il nordafricano, lasciandolo morire per dissanguamento, ha avuto il tempo di far sparire l’arma con la quale ha reciso il collo dell’uomo sgozzandolo. Potrebbe trattarsi di un coltello o dei cocci di vetro di una bottiglia di birra, ma sul luogo del rinvenimento e nei paraggi non è stato trovato niente. Dopo i rilievi dei carabinieri del Sis e l’esame esterno eseguito dal medico legale Serenella Serretiello, la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia. In attesa di dare un nome certo al Nordafricano ammazzato, che ha avuto una colluttazione prima dell’uccisione, la procura di Salerno si appresta a conferire incarico per l’esame autoptico. Intanto si spulciano le immagini delle telecamere di ingresso al parcheggio sperando possano fornire indizi utili alle indagini per risalire all’autore di questo orrendo delitto.

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