Montecorvino-Benevento L’elettrodotto sostenibile 

L’intervento prevede 90 km di percorso tra aree protette e realtà produttive

SALERNO. Prosegue l’attività di concertazione avviata da Terna con il territorio per il nuovo collegamento elettrico tra Montecorvino Rovella e Benevento, finalizzato ad ammodernare la rete regionale e migliorare il passaggio e lo scambio di energia, favorendo la trasmissione di quella proveniente da fonti rinnovabili. Nel mese di marzo Terna ha aperto un dialogo con la Regione Campania, e gli Enti locali coinvolti dall’opera, al fine di raccogliere informazioni utili alla definizione della proposta localizzativa. Tale percorso di condivisione ha portato ad individuare proposte localizzative, dette “fasce di fattibilità di tracciato”, che rispondono a specifiche esigenze di ambiente e territorio e che continuano ad essere tema di confronto e dialogo tra l’azienda e le istituzioni locali.
L’opera e il territorio. Il nuovo elettrodotto Montecorvino- Benevento garantirà una maggiore sicurezza e affidabilità del servizio di approvvigionamento elettrico a beneficio di imprese e famiglie. L’opera, inoltre, contribuirà a raggiungere gli obiettivi di efficienza e produttività del Pniec (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima). Il nuovo elettrodotto, lungo circa 90 chilometri, tra le Stazioni Elettriche di Montecorvino, Avellino Nord e Benevento III, sarà realizzato sfruttando per quanto possibile corridoi infrastrutturali già esistenti, al fine di ottimizzarne l’inserimento sul territorio. Per la tratta compresa tra la stazione di Montecorvino e quella di Avellino si è optato per ripercorrere la linea esistente a 150 kV, che attraversa il Parco regionale dei Monti Picentini, utilizzando nuovi sostegni di altezza comparabile a quelli attuali, che verranno successivamente demoliti. Tale soluzione consente di intervenire in un’area già interessata dal passaggio di una linea elettrica dell’alta tensione, senza quindi impegnare nuovo territorio, ma adottando accorgimenti e ottimizzazioni progettuali necessarie quando si interessa un’area protetta. Il risultato finale, in termini di chilometri di infrastruttura sul territorio, sarà quindi positivo.
L’impatto sulle aree rurali. Per quanto riguarda le zone rurali, Terna si impegna a rispettare le realtà produttive, individuando un percorso che non incida su queste, riorganizzando le linee esistenti ed eliminando quelle non più necessarie. Nel complesso i sostegni verranno scelti in base a tipologia, altezza e colore ottimali per garantire la migliore integrazione con il territorio. Una volta entrato in esercizio, il nuovo collegamento permetterà di demolire circa 80 km di linee aeree esistenti e di interrarne oltre 60 km.
Il confronto con i cittadini. Terna, oltre a dialogare con le istituzioni, è solita confrontarsi anche con i cittadini interessati dal passaggio delle proprie opere. Ed è per questo che nelle scorse settimane l’azienda ha organizzato incontri con la cittadinanza dei 29 Comuni coinvolti nel tracciato dell’elettrodotto Montecorvino-Avellino, insieme alle Amministrazioni comunali, alla Regione Campania, agli enti locali e agli stakeholders interessati. In particolare, dal 17 al 20 ottobre scorsi, sono stati effettuati 6 “Terna Incontra”, durante i quali Terna ha presentato la nuova opera al territorio. L’obiettivo di questi incontri è stato proprio quello di illustrare i criteri attraverso i quali è stato possibile analizzare e caratterizzare, a partire da un’ampia porzione territoriale, le aree in cui sorgerà il nuovo collegamento elettrico tra Montecorvino e Benevento dal punto di vista paesaggistico, ambientale, urbanistico e sociale, al fine di individuare un percorso per il nuovo collegamento, la fascia di fattibilità di tracciato, dotato della massima sostenibilità territoriale. Infatti, nella pianificazione e progettazione delle nuove infrastrutture, Terna applica una descrizione del territorio attraverso una serie di criteri condivisi con le Autorità ambientali nazionali, definiti “Erpa” (Esclusione, Repulsione, Problematicità ed Attrazione) che permettono di individuare le aree più idonee per il loro inserimento. Questo metodo consente di privilegiare le aree lontane dai centri urbani e libere da vincoli ambientali e territoriali preclusivi e, allo stesso tempo, di non discostarsi troppo dal tracciato più breve.
I “corridoi ambientali”. Più in dettaglio, i tecnici, ingegneri ed esperti ambientali, a seguito di un attento esame della geomorfologia del territorio, definiscono i corridoi ambientali più adatti alla realizzazione dell’opera. Successivamente, dopo ulteriori analisi, effettuate anche con l’ausilio di cartografie più dettagliate, vengono ipotizzate all’interno del corridoio ottimale stabilito, una o più fasce di fattibilità in cui si inseriranno le soluzioni progettuali. A questa fase, seguono sopralluoghi e verifiche effettuate sul campo da personale specializzato. Al termine di questo processo inizia il confronto con le amministrazioni e i cittadini per identificare, tra le fasce individuate, quella ottimale all’interno della quale verrà poi sviluppato il progetto. Questo approccio pro attivo di ascolto e partecipazione adottato da Terna ha consentito negli anni di costruire un dialogo diretto con i territori e i cittdini, che ha portato alla definizione di soluzioni tecniche condivise e innovative, rispettose delle peculiarità territoriali.(r. e.)
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