«Mio padre ammazzato dalla malasanità» 

Le lacrime di Rosa Truono, figlia dell’orafo di Giffoni deceduto a Londra: doveva essere ricoverato, dimesso solo perché giovane

GIFFONI VALLE PIANA. «Mio padre è stato ammazzato dalla malasanità». Rosa Truono non si nasconde. E pronuncia le sue accuse a chiare lettere, tradendo l’emozione di un momento difficilissimo. La figlia di Lucio, il 43enne di Giffoni Valle Piana trovato senza vita nella sua abitazione di Londra dopo essere stato dimesso dall’ospedale nonostante un caso sospetto di Covid, fa chiarezza sulla vicenda che ha riguardato il papà, deceduto da solo e in una terra lontana.
Rosa ha 24 anni e fa l’infermiera professionale presso il 118 del Vopi di Pontecagnano Faiano. L’emergenza coronavirus, dunque, la sta vivendo in prima persona da tempo. Ora l’ha travolta, toccandola nel profondo: «Mio padre il giorno di Pasqua è stato malissimo», racconta con le lacrime agli occhi, segno di una disperazione chiaramente ancora viva. «Ha chiamato l’ambulanza per farsi portare in ospedale dove gli hanno diagnosticato il Covid-19. Ma, dopo alcuni esami, gli hanno detto di tornare a casa perché era giovane, poteva curarsi prendendo soltanto il paracetamolo e restando in isolamento per altri sette giorni».
Dall’Italia e dalla figlia, però, erano arrivati altri consigli: «Tutti noi familiari spingevamo perché tornasse in ospedale, con quei sintomi non poteva restare da solo a casa», il ricordo dell’inizio del calvario. «Sono stata notte e giorno al telefono con mio padre. Non riusciva a respirare, soprattutto durante la notte». All’improvviso, poi, il buio nelle comunicazioni. «Non abbiamo avuto più notizie, non ci rispondeva al telefono. L’ultimo accesso su Whatsapp risale alle tre di notte del 15 aprile». Un silenzio che ha fatto scattare l’allarme: «Sono riuscita a contattare il proprietario dell’appartamento nel quartiere di Clapham Hingh Street per capire cosa fosse successo. Una volta bussato alla porta, senza ricevere alcun segnale dall’interno, hanno chiamato l’ambulanza. Quando sono entrati hanno trovato mio padre nel letto. Sembrava stesse dormendo. Ma era morto».
Il drammatico racconto di Rosa Truono, poi, si allarga anche alle fasi successive la scoperta del cadavere del padre: «I medici mi hanno detto che era morto nel sonno. Una batosta grande così non la potevo mai immaginare. Morire da solo, senza l’aiuto di nessuno». Un destino tragico che fa montare la rabbia di una figlia che non ha potuto aiutare il 43enne giffonese in alcuna maniera: «Mio padre è stato mandato a casa con la febbre alta solo perché era giovane. Questo è assurdo. Mi disse che avevano chiaramente diagnosticato il Covid. E ora voglio che sia fatta giustizia, per lui e tutte le persone che stanno subendo lo stesso trattamento. Purtroppo per loro sono infermiera, so benissimo cosa sta succedendo e cosa è successo. Non mi potranno raccontare nessuna bugia».
Ora, dunque, c’è soltanto la voglia di andare in fondo a una vicenda che presenta ancora molti lati oscuri: «Dall’Italia stiamo facendo l’impossibile per ricostruire quanto accaduto. Sono in costante contatto con la polizia e il medico legale (che ieri ha effettuato l’autopsia sul corpo dell’orafo di Giffoni Valle Piana, ndr). Oggi inizieranno le indagini perché hanno confermato che mio padre è morto a causa di errore umano. Con quei sintomi avrebbe dovuto stare in terapia intensiva. Mio padre, invece, non c’è più». La giovane, poi, ha chiesto «alla Farnesina un permesso per andare a Londra e poter recuperare il suo corpo e tutte le sue cose. Il 5 aprile è stato il suo 43esimo compleanno: è stata la prima volta che non ha potuto raggiungerci per festeggiare insieme a noi. Ha fatto in tempo a Pasqua a farci gli auguri. Adesso tornerà a casa in una bara».
Sin dal primo momento, la vicenda della morte del 43enne di Giffoni Valle Piana ha fatto attivare varie forze politiche del governo. La deputata locale del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti - oltre al direttore del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi -, hanno informato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha immediatamente avviato i protocolli previsti, avvisando il consolato italiano a Londra. L’europarlamentare salernitana della Lega, Lucia Vuolo, porterà il caso a Bruxelles: «Nessuna vendetta, ma serve giustizia oltre la burocrazia. Si faccia luce sul decesso di Lucio Truono, l’Europa non può restare indifferente a quanto accaduto». Sulla stessa linea il pensiero del questore della Camera, il parlamentare salernitano di Fdi Edmondo Cirielli: «Il ministro Di Maio convochi subito l’ambasciatore inglese affinché faccia chiarezza accertando, anche attraverso la magistratura inglese, i responsabili di questa tragedia».
Intanto l’intera comunità picentina è sotto shock. Lucio Truono, prima del suo trasferimento in Gran Bretagna, è stato molto attivo anche nel sociale: ricordato come un “amico di tutti”, sorridente e sempre disponibile, amava la musica tanto da essere riconosciuto come un apprezzato batterista. Nella sua vita, però, al primo posto di ogni sua cosa c’era l’unica figlia Rosa. Che, adesso, non riesce a darsi pace per la morte solitaria del papà.
Piero Vistocco
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