TERREMOTO IN COMUNE

Minacce ai dipendenti per far votare la moglie

Ai domiciliari il dominus della coop San Matteo Gianluca Izzo e un complice. Sono gli autori dell’audio diffuso durante le comunali

La conferenza poi il silenzio, Napoli chiuso nel suo ufficio

Coop, voti e patto di sangue «A Nino il 70%, poi Franco»

Il “cartello delle coop” con l’amico al Tar

Zoccola voleva diventare re delle spiagge

SALERNO - Per 20 giorni dovranno rimanere agli arresti domiciliari, il tempo necessario per evitare interferenze nell’indagine sul WhatsApp inviato dall’amministratore di una delle cooperative che effettua lavori anche per il Comune di Salerno, per far votare la moglie candidata di Progressisti per Salerno. Il tempo necessario, venti giorni appunto, per interrogare come persone informate sui fatti tutti i dipendenti della coop. A finire nei guai sono due di tre degli indagati dalla procura di Salerno e dalla Squadra mobile che si sono mossi poche ore dopo che sui social era stata pubblicato il WhatsApp da parte di consiglieri di opposizione Roberto Celano e Leonardo Gallo ed il parlamentare dei M5S Angelo Tofalo. Agli arresti il 48enne Gianluca Izzo, amministratore di fatto della cooperativa sociale San Matteo e il 42enne Umberto Coscia, suo dipendente. La misura è stata disposta dal gip di Salerno per consentire agli investigatori del vicequestore Marcello Castello di continuare le indagini senza il concreto pericolo di inquinamento probatorio, sottolinea il giudice. Un nuovo terremoto politico per la città dopo il blitz che lunedì ha portato in carcere il “re” delle coop sociali, Fiorenzo “Vittorio” Zoccola, e ai domiciliari il consigliere regionale ed ex assessore ai servizi sociali del Comune di Salerno, Nino Savastano, e il dirigente in pensione del Comune, Luca Caselli. Izzo, infatti, è il marito della candidata Alessandra Francese, la prima dei non eletti in Progressisti per Salerno, la lista dei “big” a sostegno del candidato sindaco Vincenzo Napoli. Una posizione che le consentirà probabilmente di entrare in consiglio comunale, visto che da quella lista sono in predicato di essere nominati uno o più assessori comunali.

Il primo messaggio ai dipendenti. A finire al centro delle indagini della procura è il messaggio audio ormai famoso - e subito bollato dal sindaco Enzo Napoli e dal parlamentare Pd, Piero De Luca come una fake news confezionato e fatto girare tra i dipendenti della coop tra il 30 settembre e sabato 2 ottobre, come dichiara uno dei dipendenti della cooperativa San Matteo agli inquirenti, nel gruppo Whatsapp Coop Fatebenefratelli. A pronunciare quelle parole sarebbe stato Izzo, ma a inviare ai dipendenti della cooperativa il messaggio sarebbe stato Coscia. “Allora ragazzi buonasera - recita l’audio di Izzo - Vi volevo solo ricordare che domenica e lunedì si vota punto per noi è una cosa importante. Ci stiamo giocando quasi tutto quindi io non vi sto dicendo che voi siete obbligati a votarci.... Naturalmente io mi aspetto che voi ci andate a votare, che voi ci siete per noi, come noi ci siamo sempre stati per voi... Ve lo dico perché stavolta mi sono scervellato sezione per sezione so dove votate, dove non votate, quindi io personalmente me li vado a controllare. Questo non vuol dire niente, vuol dire solo una cosa che da martedì mattina noi facciamo come fate voi, cioè nel senso se voi ci siete per noi, noi ci siamo per voi come ci siamo sempre stati... Se poi avete difficoltà non vi volete votare, vi stiamo sulle palle ditecelo prima perché altrimenti io mi aspetto i voti che mi sono contato; quindi, se vuoi ci siete , noi ci saremo sempre, ma penso che ve lo abbiamo già dimostrato... A tutti... quindi.... senza nessun tipo di polemica... È vero che non avete un obbligo però esiste il rispetto reciproco e la correttezza... Noi ci siamo, ci siamo stati e aspettiamo che voi domenica e lunedì ci state per noi. Un abbraccio e buon lavoro ragazzi ”.

La denuncia di Celano e il secondo audio. Quando mancavano 10 minuti a mezzogiorno di domenica 3 ottobre, ad urne aperte, Il consigliere comunale e candidato di opposizione Roberto Celano entra in possesso dell’audio e lo pubblica sul suo profilo Fb col titolo “Il ricatto del pane”; il file viene riproposto anche da Tofalo e Gallo, scatenando un putiferio, con la dura reazione del sindaco Napoli e del deputato De Luca che annunciavano denunce e querele contro Celano, Tofalo e Gallo «che hanno divulgato un audio anonimo, privo di ogni riferimento a luoghi, persone e situazioni, spacciandolo, con una vergognosa mistificazione, per un tentativo di pressione sulla libera manifestazione del voto », recitava la nota. «È una evidente, gravissima, fake news, un grossolano ed inaccettabile tentativo di inquinare il voto a Salerno, che offende la nostra Città ed i nostri concittadini». Degli effetti di quell’audio si erano accorti però anche alla Cooperativa San Matteo. Poco dopo le 13 dello stesso giorno, sarebbe partito un altro messaggio, da Mario Gaeta, anche egli indagato. “Buon giorno, allora vi faccio una comunicazione. Vi dovrei chiamare uno alla volta perché Gianluca mi ha chiamato perché dice che è stato inoltrato il messaggio che lui ha fatto inviare da Umberto su questo gruppo, lui ha detto che siccome già sta vedendo chi è stato il responsabile di questo, di questa cosa che ha inoltrato questo messaggio qua terra ì vari gruppi WhatsApp, appena verrà a capo di che è stato a inoltrare il messaggio si prende le conseguenze. Io vi dovrei chiamare una la volta mi devi chiamo più tardi perché mo’ sto mangiando”.

Le indagini della Mobile. Una volta che gli agenti della Mobile hanno in mano la dichiarazione di un dipendente della coop che certificava l’identità di Izzo e Coscia, scattate subito le perquisizioni. A casa di Gaeta sequestrano un elenco manoscritto con nomi di votanti per la candidata Francese e un suo bigliettino di propaganda elettorale. Coscia, ammetterà poi agli agenti di aver cancellato dalla chat il primo messaggio inviato da Izzo, operazione, per il gip fatta per impedire qualsiasi accertamento. Izzo, inoltre, “pur consapevole dell’esistenza di un procedimento penale”, per aggirare gli ostacoli delle indagini in corso non avrebbe esitato a utilizzare Gaeta per inviare ulteriori intimidazione ai suoi lavoratori. Da qui la necessità di arrestare sia Izzo sia Coscia, per 20 giorni (la loro condotta, per il gip, “è particolarmente grave, perché diretta a incidere sul diritto di voto e sulla libera espressione dello stesso, capisaldi di ogni democrazia, oltre che diritti costituzionali. La gravità è accentuata - prosegue il giudice dal fatto che la condotta è stata posta in essere nei confronti di persone determinate - i componenti della cooperativa San Matteo - dunque facilmente controllabili, oltre che ricattabili, in ragione del rapporto di lavoro con l’ente”), mentre nessun provvedimento cautelare è stato adottato a carico di Gaeta.

Salvatore De Napoli