Migranti fermati: tre ragazzi “positivi” 

Due fratelli e un altro minore trasferiti al Covid hospital di Agropoli. Gli altri 23 curdi portati a Sarno e monitorati dall’Asl

SALERNO. Tre minorenni trasferiti all’ospedale di Agropoli perché positivi al coronavirus; altri tre affidati alle cure di un centro di accoglienza messo a disposizione dal Comune di Salerno; mentre i 20 maggiorenni sono stati destinati ad un albergo a Sarno. Si sono concluse così le prime 48 ore su suolo italiano per i 26 migranti di origine curdo-irachena fermati giovedì intorno alle 5 del mattino nel porto di Salerno.
Le condizioni generali dei profughi, tutti richiedenti asilo politico, sono buone anche per i tre colpiti dal Sars Cov 2. Due fratellini e una terzo minorenne sono risultati positivi al tampone e prelevati ieri mattina alla sede del comune di Salerno per i servizi sociali a Torrione per poi trasferirli al Covid Center di Agropoli, con due ambulanze e un’auto a biocontenimento dell’Humanitas.
I tre minorenni sono asintomatici e quindi non destano preoccupazione. La preoccupazione ora è che il contagio possa essersi trasmesso ai compagni di viaggio dei tre positivi, visto che sono stati stipati in un ambiente piccolo e chiuso, con scarsa areazione per tre giorni. Al momento, ai test sono risultati tutti negativi, ma vengono seguiti dalle autorità italiane.
Le 12 donne e gli otto uomini sono stati destinati a un albergo di Sarno dove attenderanno la conclusione dell’iter per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, appena saranno completate le verifiche. Non è stato facile rapportarsi con loro neanche per le forze dell’ordine intervenute sul posto: pare che nessuno parlasse un inglese comprensibile.
Sull’arrivo dei migranti ora indaga la polizia di frontiera che ieri ha identificato i migranti e avviato le indagini per stabilire per quali motivi siano arrivati proprio nel porto campano. Ascoltato il comandante, la portacontainer turca “Vento di Scirocco” è partita nella serata di giovedì da Salerno ed arrivata a La Spezia, ieri sera poco dopo le 19. Ed era ufficialmente proprio nello scalo ligure che era indirizzato il cassone utilizzato dai 26 per raggiungere l’Europa. La nave, partita da Aliaga l’11 gennaio scorso, era arrivata a Salerno mercoledì 13 e il container era stato sbarcato in appoggio. Probabilmente doveva essere reimbarcato per continuare il suo viaggio fino alla città ligure dove era destinato ufficialmente. Si cerca di comprendere se i 26 per errore siano usciti, dopo aver tagliato la lamiera del container, sulla banchina di Salerno dove poi, mentre tentavano di scavalcare la recinzione, sono stati fermati da una pattuglia della guardia di finanza. Oppure fossero diretti proprio a Salerno.
La procura coordina le indagini che partono anche dall’esame della bolla di carico del container che all’interno non aveva alcuna merce da trasportare. Conseguentemente, quel trasporto era fasullo e non è da escludersi che lo fossero anche i documenti che avevano portato al carico.
A novembre, ad esempio, i tre nordafricani scoperti a Salerno in un altro container avevano viaggiato assieme a un carico di alici e quindi è facile che pagando una tangente a uno spedizioniere o qualcuno addetto al carico siano entrati nel cassone, imbarcato senza sospetto alcuno. Nel caso dei migranti iracheni sembra essere escluso che la partenza dal porto del Mar Egeo sia stata una loro iniziativa ma semmai di un’organizzazione di trafficati di esseri umani. Una di quelle gang che incassano pesanti tangenti per trasferire i migranti, spesso in condizioni disumane, che potrebbe aver messo nelle sue destinazioni illegali anche il porto di Salerno.
Salvatore De Napoli
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