IL CONTENZIOSO

Mercato San Severino, fondi in ritardo per il castello: è scontro legale

Decreto ingiuntivo dalla società che si aggiudicò i lavori: il Comune fa causa alla Regione per riscuotere 600mila euro

MERCATO SAN SEVERINO - Fondi in ritardo per il restyling del castello di Mercato San Severino e ditta non pagata: il Comune decide di fare causa alla Regione Campania, chiedendo indietro oltre mezzo milione. Il contenzioso nasce dal progetto per la riqualificazione della storica struttura medievale dei Rota. L’iniziativa era partita nel 2008 con l’impegno dell’allora amministrazione comunale. Nella fattispecie, il progetto prevedeva l’ammodernamento del parco turistico- culturale del Castello, allo scopo di recuperarlo e valorizzarlo anche dal punto di vista paesaggistico, per renderlo sempre più meta di visitatori. Il 31 dicembre 2008 arrivava il via libera per il progetto esecutivo, che prevedeva l’utilizzo di 5 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania.

Le somme a valere sui fondi Apq (Accordo di Programma Quadro) vennero assegnate al Comune di Mercato San Severino con decreto dirigenziale del 15 maggio 2010. «La Regione - recita la delibera di giunta appena approvata a Mercato San Sevevino - a fronte degli importi regolarmente richiesti dal Comune, ha accreditato i relativi importi con notevole e colpevole ritardo, solo a seguito di apposite difide da parte del Comune di Mercato San Severino, con cui si è provveduto, tra l’altro, alla costituzione in mora della Regione intimando il pagamento dell’ulteriore importo ancora dovuto a saldo delle somme anticipate dal Comune, nonché dell’ulteriore importo necessario per l’ultimazione ed il collaudo dell’intervento pari alla restante quota di finanziamento ammessa a valere sui fondi Fas».

Il ritardo nei versamenti aveva fatto sì che la società a cui l’impresa appaltatrice dei lavori aveva ceduto i propri crediti derivanti dal contratto, si rivolgesse al Tribunale di Salerno ottenendo l’emissione di un decreto ingiuntivo. In seguito, mentre il Comune provvedeva ad anticipare le somme, la ditta appaltatrice notificava all’Ente del Palazzo Vanvitelliano «due distinti atti di precetto degli interessi maturati, oltre che quello relativo alle spese legali».

Da qui alla decisione, da parte dell’esecutivo sanseverinese, di costituirsi in giudizio a salvaguardia dei propri interessi. Con apposita delibera il sindaco, quale rappresentante legale dell’Ente, è stato dunque autorizzato a promuovere un’azione giudiziaria nei confronti della Regione, per vedere la stessa condannata al pagamento di 573mila euro per le somme non versate alla società, oltre a 22mila euro relativi alle spese legali conseguenti al rigetto dell’opposizione al decreto ingiuntivo. Il castello dei Rota attende da tempo un’accurata opera di riqualificazione e promozione, ma nonostante ciò è stato sistematicamente meta non solo di appassionati di storia, ma anche di turisti e vacanzieri, specie in epoca pre-Covid.

Francesco Ienco