Massacrò la moglie, perizia sull’uxoricida 

Salvatore Siani uccise Nunzia Maiorano con 47 coltellate. I giudici: fugare i dubbi sulla seminfermità, nominati 2 consulenti

Una perizia per accertare se quella mattina del 28 gennaio di due anni fa era totalmente capace di intendere e volere. È quanto deciso ieri dai giudici della Corte di Assise e di Appello di Salerno, presidente Massimo Palumbo, che dovranno pronunciarsi sul ricorso presentato da Salvatore Siani: il cavese che ammazzò con 47 coltellate la moglie Nunzia Maiorano mentre in casa era presente il figlio minore della coppia, che all’epoca dei fatti aveva soli 5 anni. Due sono i periti individuati dalla Corte: il professor Maurizio Marasco dell’università la Sapienza, specializzato in psicopatologia e criminologia, e Stefania Zenobi, specialista in medicina legale. Il conferimento incarico è previsto per il 27 gennaio.
Il processo riparte dalla condanna in primo grado a 30 anni di reclusione per omicidio volontario, decisa dal gup Gustavo Danise del tribunale di Nocera Inferiore. Sentenza arrivata al termine del giudizio abbreviato scelto dall’imputato Siani, difeso dagli avvocato Agostino De Caro e Pierluigi Spadafora. In aula sono presenti anche i legali di parte civile: Francesco Siniscalchi per i familiari della Maiorano, Alessandro Marino per il Comune di Cava de’ Tirreni, Carmela Novaldi per l’associazione Frida contro la violenza di genere. Un legale è stato nominato anche dal tribunale per i minorenni per rappresenta i due figli della coppia, anche loro vittime della follia ceca del padre.
Il movente dell’omicidio è nella fine del rapporto coniugale con la vittima, Nunzia, che aveva manifestato senza mezze parole all’uxoricida di non amarlo più, di volerlo lasciare e di non sopportare il suo stile di vita e il disinteresse per le questioni famigliari. Quella mattina Siani aveva accompagnato il figlio maggiore a scuola ed era tornato a casa, in via Salsano, alla frazione Sant’Anna, ed aveva tentato un avvicinamento alla moglie, cercando di carezzarla, ma aveva ricevuto un secco rifiuto. La vittima aveva reagito stizzita a quel gesto, dicendogli di lasciare la casa, confermando quel sentimento di amore/odio tra la coppia. Ciò avrebbe scatenato il raptus omicida di Siani che - secondo il gup - agì senza premeditazione. L’uomo possedeva una pistola che non usò. Per il gup la sua azione fu impulsiva «di fronte all’ennesimo atteggiamento sfuggente e insofferente da parte della moglie». La difesa ha chiesto una perizia per verificare il suo stato psichico al momento dell'uxoricidio, dopo che aveva presentato delle consulenza in merito nel corso del primo grado. Intanto, altri due fascicoli sono stati aperti sul femminicidio di Cava: uno per corruzione di minori e l’altro per lesioni personali. Entrambi vedono imputato Siani e parti offese, rispettivamente, i figli e la suocera, intervenuta in difesa della figlia.
Massimiliano Lanzotto
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