«Mare ormai monetizzato da chi attenta alla bellezza» 

Provocatori manifesti affissi lungo la costa dal portale “Mondo vero” Sullo sfondo l’assenza di un piano spiagge e il disinteresse per flora e fauna

CAPACCIO PAESTUM. Volantini, contenenti messaggi ai turisti e a tutti coloro che, per l’estate 2017, hanno scelto il mare di Paestum per le loro vacanze, sono stati diffusi lungo il litorale. In particolare, sono stati affissi sulle staccionate in legno, che delimitano le spiaggie. «Il posto che vi circonda – si legge nel volantino, che porta la firma del portale “Mondo vero” – e che a vario titolo avete frequentato, è l’espressione in cemento e legno della volontà umana di rendere qualcosa di davvero bello semplicemente fruibile. Hanno asservito questo mare, la spiaggia, la natura che la incornicia alla necessità e volontà di coloro che hanno monetizzato la bellezza. La bellezza è cosa viva è morente, quando si deturpa con la divoratrice volontà dell’utile. Allora la bellezza muore soffocata tra insegne al neon, e il riverbero del sole che si riflette sugli ombrelloni. La bellezza è morta e, sul suo cadavere, di strade, lidi e bagnasciuga gozzovigliano gli uomini. Rinasce però sul finire dell’estate quando questi luoghi si svuotano, sboccia nel giglio della sabbia ed è la sua ultima rivalsa».
Un attacco forte, del portale “Mondo vero”, che condanna il business legato allo sfruttamento della risorsa mare, e sottolinea la necessità di una riqualificazione della costa “cementificata” dalla presenza di numerosi stabilimenti in pianta stabile che, di fatto, dovrebbero essere realizzati in materiali ecompatibili ed essere smontabili e removibili. Da anni del resto si discute di interventi di riqualificazione rimasti solo chiacchiere. Di un piano spiaggia rimasto soltanto sulla carta, che stabilisca regole ben precise per gli operatori del settore. Il piano dovrà fare i conti con una serie di limitazioni. Tra questi i vincoli sic (sito d’importanza comunitaria) e zeta Ps (zona a protezione speciale) che tutela la flora e la fauna, che interessano tutto il litorale da Foce Sele a Torre di mare. Stabilirà delle regole uguali per tutti: i lidi dovranno avere la stessa tipologia, e carattere di mobilità per rispondere all’esigenza di conservazione del territorio sottoposto a vincolo.
È chiaro che il piano spiagge non riuscirà ad accontentare tutti, per molti comporterà nuovi investimenti, e si dovrà necessariamente coniugare con l’economia, l’ambiente e l’archeologia. Ma l’adeguamento del litorale è una scelta indispensabile per un turismo che voglia essere davvero al passo con i tempi.
La riqualificazione, in più di un’occasione è stata richiesta anche dall’associazione Legambiente proprio a tutela dell’area dunale. Su tredici chilometri di costa che caratterizza la città di Capaccio Paestum, infatti, soltanto cinque sono lasciati alla libera fruizione e due appena, purtroppo, vedono la presenza delle storiche e caratteristiche dune. L’unico tratto dove la duna è ancora ben visibile con la sua vegetazione in tutta la sua singolarità e bellezza, è proprio all’interno dell’area protetta “Oasi torre di mare”, che è gestita dal Circolo locale di Legambiente, e in qualche punto della contrada marittima della Licinella.
Angela Sabetta
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