L'OMICIDIO

Mandriano ucciso con dieci coltellate a Eboli

Giovane indiano assassinato nell’azienda bufalina dove lavorava: la scoperta nella notte. La pista della lite tra immigrati

Ucciso con almeno dieci coltellate nella stanza che usava come giaciglio per la notte. Chi ha martoriato il corpo del bovaro indiano di 28 anni, Singh Iakhvir , impiegato in un’azienda agricola di località San Berniero, nella contrada Cioffi, ha usato una violenza inaudita. L’assassino si è letteralmente accanito sull’asiatico, addetto al bestiame di un allevatore ebolitano. La scoperta del cadavere è stata fatta nella notte tra mercoledì e giovedì, intorno alle 2. Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Eboli, guidata dal capitano Luca Geminale , e i soccorritori del 118. La vittima era riversa in una pozza di sangue e ormai senza vita.

Il ritrovamento. A fare la scoperta del cadavere è stato un connazionale della vittima. I due stranieri condividono la stessa stanza. È stato lui a dare l’allarme avvertendo i titolari dell’azienda che alleva bufale e coltiva ortaggi. La richiesta di aiuto è stata subito girata alle forze dell’ordine e di soccorso attraverso i numeri di emergenza. La strada provinciale Aversana è stata illuminata dai lampeggianti. La scena che si è presentata ai primi soccorritori, è stata davvero raccapricciante. Nella stanza c’era sangue schizzato dappertutto. Il cadavere del 28enne, in Italia da alcuni anni, giaceva lì, al centro della scena del delitto.

Le indagini. Tra i primi a raggiungere l’azienda agricola di Cioffi sono stati i carabinieri. Dell’accaduto è stato informato il sostituto procuratore Elena Guarino . Il magistrato nella mattinata di ieri ha effettuato un lungo sopralluogo dov’è avvenuta l’omicidio. I rilievi sono stati eseguiti, invece, dai carabinieri della sezione investigativa scientifica dell’Arma di Salerno. I militari hanno cercato tracce anche biologiche che possano tornare utile all’individuazione dell’autore o degli autori dell’efferato delitto. Sotto torchio sono finite le persone che conoscevano la vittima e quanti potessero essere informati sui fatti accaduti nell’alloggio del mandriano assassinato.

Le ipotesi. Per l’intero pomeriggio di ieri si è rincorsa la voce, non confermata dalle autorità, di una persona sottoposta a fermo. Si parlava con insistenza di un connazionale della vittima. Una delle ipotesi, infatti, potrebbe essere proprio una lite sorta negli ambienti degli immigrati asiatici. Tutte le piste vengono battute, si scava anche nella vita privata del giovane mandriano e sul luogo di lavoro. Tutto ciò che può essere utile all’attività investigativa viene esaminato con cura. L’idea è che gli inquirenti si muovano in un campo investigativo ristretto. Segno che una pista c’è.

L’arma. Un coltello o, comunque, un oggetto con punta acuminata è stato usato per eseguire l’omicidio. Un’arma magari recuperata sul luogo del delitto o nelle vicinanze. Finché c’è stata luce naturale, i carabinieri hanno setacciato l’area circostante. Nella serata di ieri non si avevano notizie del ritrovamento. Il cadavere è stato rimosso nella prima mattinata di ieri e trasferito all’obitorio dell’ospedale Maria Santissima dell’Addolorata. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà conferire l’incarico per l’esame autoptico. Massimiliano Lanzotto ©RIPRODUZIONE RISERVATA