Malore fatale, indagata l’equipe del 118 

Avvisi di garanzia per i 4 soccorritori attivati per prestare assistenza a Filomena Veneziano. Oggi l’autopsia all’Umberto I

PAGANI . Sono quattro le persone indagate per il decesso della 56enne paganese Filomena Veneziano: si tratta del personale medico intervenuto nelle operazioni di soccorso, con uno dei quattro addetto al ruolo di ricezione delle telefonate. Sono stati iscritti nel registro degli indagati in vista dell’autopsia prevista per oggi all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore.
Il fascicolo della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, con il pubblico ministero Anna Chiara Fasano titolare dell’attività investigativa, è stato aperto lunedì, immediatamente dopo la denuncia presentata dai familiari della donna. Filomena Veneziano, infatti, si era sentita male accasciandosi - dopo essere andata in bagno - per un malore improvviso. Da quel momento, con la prima telefonata d’emergenza al 118, è iniziata la ricostruzione, con l’arrivo dell’ambulanza senza medico. Così, il lavoro dei carabinieri si è concentrato in questi giorni sull’acquisizione delle telefonate e delle testimonianze, ricostruendo l’iter a partire dalla prima fase di comunicazione della richiesta dei soccorsi da parte della famiglia della vittima, per verificare le responsabilità ipotetiche nei passaggi materiali di chi ha deciso di mandare sul posto l’ambulanza senza medico a bordo, compreso il personale presente, in un quadro ampio iniziale.
La fase successiva riguarderà il materiale svolgimento dell’autopsia, disposta oggi per individuare le ragioni del decesso della 56enne paganese, approfondendo le cause materiali, la presenza di eventuali patologie pregresse, con una consulenza decisiva per il prosieguo d’indagine.
Dopo la morte della donna, i familiari avevano sporto denuncia ravvisando le ipotizzate mancanze nella procedura di soccorso tenuta dal personale del 118, epicentro degli accertamenti investigativi. L’iscrizione nel registro degli indagati con i rituali avvisi di garanzia, atti dovuti rispetto alla fase dell’indagine, individua l'equipe del personale medico intervenuto nelle diverse fasi succedutesi nell’arco temporale, con la donna che era già deceduta, secondo i primissimi rilievi. La ricostruzione dei familiari contesta lo svolgimento delle procedure di soccorso, con assenza del medico a bordo quale fattore principale rilevato, in presenza di una grave emergenza, con un solo infermiere. Le indagini in corso ripartono dal momento del malore, avviando la sistemazione dei passaggi singoli: al vaglio resta l’idoneità dell’equipaggio sull’ambulanza, i tempi e il rispetto dei protocolli nelle loro fasi, con l’acquisizione di sommarie informazioni di persone informate sui fatti, orari, dettagli tecnici in una dettagliata informativa dei militari impegnati
Intanto sul caso è polemica sulla gestione dei soccorsi in provincia di Salerno, con ambulanze spesso senza medici a bordo. «Aprire un fascicolo giudiziario non serve a salvare una vita umana. Serve prevenire e intervenire affinché questi episodi non accadano», ha detto Andrea Cretella, presidente dell’associazione del Tribunale del Malato della Costa d’Amalfi.
Alfonso T. Guerritore
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