IL CASO

Lo scoglio degli espropri davanti al Costa d’Amalfi

A novembre al Tar la discussione del doppio ricorso dei proprietari dei terreni. A rischio il progetto di ampliamento dell’aeroporto da presentare entro l’anno

Entro la fine dell’anno dovranno essere appaltati i lavori per l’ampliamento dell’aeroporto “Salerno-Costa d’Amalfi”. Un annuncio, quello del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che stride però nettamente con i due ricorsi che pendono davanti al Tar di Salerno di opposizione ai due decreti, il primo del ministero dell’Ambiente e il secondo del ministero delle Infrastrutture, presentati da una ventina di cittadini, proprietari di case e terreni da espropriare. I ricorrenti denunciano rischi ambientali e per la salute, sui quali i giudici amministrativi si pronunceranno a novembre. A supportare tali rischi c’è anche la relazione del chirurgo oncologo Vincenzo Petrosino, da sempre impegnato in prima linea su questa battaglia. E questo a poche settimane proprio dalla scadenza, 31 dicembre 2019, delle gare d’appalto per l’esecuzione dei lavori. Che rischiano però di arenarsi, a colpi di carte bollate, prima ancora di partire.
Il caso espropri. La questione più spinosa, infatti, è proprio quella degli espropri che interessa circa novanta proprietari e una cinquantina di ettari. Da questi espropri dipende l’intervento più importante, l’ampliamento della pista. Nello specifico, i cittadini ricorrenti, - difesi dagli avvocati Mauro Giovannelli, Guido Giovannelli e Luca Giagnoni, gli stessi che hanno già ottenuto dinanzi al Tar di Firenze l’annullamento del decreto Via per la pista dell’aeroporto fiorentino, chiedono di annullare i decreti e finanche la cosiddetta “opzione zero”, ossia l’annullamento dell’opera.