IL FATTO

Lite privata, una grana per l’ex assessore di Eboli

Avviso della Procura per Lenza, Voza e Giannattasio: la vicenda è legata al contenzioso con una coop per la riabilitazione

Alla fine, nel contenzioso di natura privatistica tra la ex dipendente e un centro di riabilitazione privato, c’è finito lui, ex assessore alle politiche sociali della giunta Cariello, Lazzaro Lenza. È di questi giorni la notifica dell’avviso delle conclusioni indagini del sostituto procuratore Maurizio Cardea sull’indagine che riguarda la presunta campagna mediatica, che avrebbe avuto scopo estorsivo, contro il patron della Sanatrix, Cosimo De Vita. Il medico ebolitano è iscritto nel registro degli indagati per concorso in falso e abuso d’ufficio. Ora avrà venti giorni di tempo per presentare, così come gli altri indagati, le controdeduzioni all’ipotresi accusatori della procura in vita di un eventuale o menio rinvio a giudizio.
La vicenda giudiziaria trae origine da una nota a firma di Lenza, partita dall’assessorato di cui aveva la guida politica e destinata alla Prefettura che finiva per incrociarsi con una vertenza sorta tra l’ex dipendente di una coop di riabilitazione e l’azienda stessa. Nella lettera che riguardava l’ex dipendente, Giuseppina Giannattasio, chiedeva il reintegro della lavoratrice, sulla scorta di una sentenza di primo grado del tribunale di Salerno che aveva dato ragione alla dipendente. Di tutt’altra idea il pm Cardea perchè l’ex assessore comunale, in concorso con il marito della Giannattasio, Angelo Voza, «dissimulò - secondo l’accusa - un atto pubblico proveniente dal Comune, ma in realtà redatto dal Voza e falsificando allo scopo il numero di protocollo ...».