L'OPINIONE

Le “tabbacchere” di legno nell’Italia delle promesse

Diciannove comuni dissestati hanno aderito al bando, ma non hanno l’autorizzazione

Uno, nessuno o centomila? No, non ho cambiato il titolo dell’opera di Pirandello. Sto parlando dei posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione del “concorsone” di Vincenzo De Luca. E si, perché dovevano essere 200mila, poi sono diventati 10mila, e ora i bandi sono solo per 2mila. Fin qui, vivendo nell’Italietta degli imbonitori, non ci sarebbe neppure da stupirsi troppo. La “storia” della politica, non solo locale, in fondo è piena di esagerazioni: basti pensare al Ministro Di Maio che solo lo scorso anno, con il reddito di cittadinanza, aveva “sconfitto la povertà”. Ma, in questo caso, potremmo essere andati molto oltre. Infatti, è ormai un anno che, inascoltato, pongo la stessa domanda. Caro Vincenzo, quelli che ogni giorno propagandi sono davvero tutti “posti di lavoro subordinato” o stiamo parlando di semplici “tirocini” che poi, nella maggior parte dei casi, nessuno sa che fine faranno? Di certi, intanto ci sono solo i 6.584.827,94 euro che la Regione Campania ha elargito al Formez per organizzare il “concorso”, le lezioni e la formazione dei tirocinanti. Come certi sono pure i 100 milioni di euro per le “borse di studio” di cui la Regione Campania - eliminando per questo il contributo alle imprese che avviano tirocini (concesso in tutte le altre regioni) - si fa carico per le “ospitate” presso i Comuni aderenti al concorsone. Per il resto, i dubbi sono davvero troppi. Provo ad elencarli. Innanzitutto, hanno aderito al “concorsone” 19 Enti dissestati, tra cui la Città Metropolitana di Napoli e Benevento (mica il Comune di Roccacannuccia). Ebbene, per tutti i “posti” in astratta disponibilità presso questi Enti (circa il 20% del totale), i bandi avvertono espressamente che, senza autorizzazione della competente Commissione ministeriale, non se ne farà mai nulla! Ovviamente, di queste autorizzazioni non c’è traccia. Quanto al resto dei “posti”, l’art. 4 della Convenzione sottoscritta dalla Regione con ciascun Comune non pone affatto in capo a quest’ultimi l’obbligo di assumere i “corsisti”, ma solo di fornire i propri fabbisogni di personale (prevedendo le risorse astratte) e di ospitare i giovani per i 10 mesi di tirocinio. Quindi, se un Ente - dopo i tirocini - dicesse “non sono interessato alle assunzioni” (oppure, per esempio, cadesse in dissesto, cosa assai facile dalle nostre parti), vorrei sapere quali leve potrebbe mai azionare la Regione Campania. E non finisce qui. Mentre Vincenzo De Luca ogni giorno dalla tv evoca un automatismo tra “partecipazione” al tirocinio e “posto” nella Pubblica Amministrazione, i bandi dicono, nella migliore delle ipotesi, che sono due cose distinte e separate. E cioè che, al netto delle “riserve” varie (che si “mangiano” un altro 30% dei fantomatici “posti”), i tirocinanti sono il 20% in più dei posti astrattamente disponibili... Se ancora non bastasse, c’è pure la ciliegina finale. Infatti, sempre i bandi avvertono pure che “L’assunzione dei vincitori avviene compatibilmente ai limiti imposti dalla vigente normativa”. Come dire - per chi è pratico di normativa sul personale - che non c’è nessun diritto certo e che tutto può sempre cambiare. Un’ultima cosa ci tengo ad aggiungerla. In questo tempo difficile, peggio dei giovani, vivono forse solo le persone di mezz’età che, a 40/50 anni, spesso non hanno più neppure la forza di sognare. Per decidere di ingannarli ci vuole davvero un grosso pelo sullo stomaco. Avete sentito Vincenzo De Luca dire in tv che non ci sono limiti di età nel suo concorsone? Io sì. E allora preferisco credere che non abbia mai letto il “materiale” che spaccia in tv. L’art. 13 infatti dice che “non si procede all’instaurazione del rapporto di lavoro nei confronti dei candidati che abbiano superato il limite di età previsto dalla vigente normativa in materia”. Insomma, se fossimo in America, si direbbe che “da questo signore non comprerei un’auto usata”. Dalle nostre parti, invece c’è un altro proverbio: “chiacchiere e tabacchere e’ lignamme o’ Banco ‘e Napule nun ne ‘mpegna”. Sono troppo cattivo se “chiudo” ricordando che tra meno di 12 mesi si vota e, guarda caso, per quella data i tirocini non saranno ancora finiti?

*Presidente Associazione Nord Sud