Le mazzette sui rifiuti Ecco i “pony express” 

Differenziata, tra city e Centro storico bastano 10 euro per evitare problemi Personale Igiene urbana allo stremo: «Costretti a comprarci pure le scope»

Sono i “pony express” della spazzatura. Non è ben chiaro chi siano ma di certo si occupano nel loro piccolo di rifiuti: un costo fisso per la raccolta quotidiana e si supera così il “fastidio” di differenziare. E magari sbagliare, rischiando così una pesante sanzione. Il “pony express” dei rifiuti arriva col suo scooter, butta tutto in un sacco nero e va via. Nessuno lo conosce, dicono, eppure tutti sanno, come se fosse una verità accertata che c’è qualcuno che - praticamente ogni mattina - si offre per la raccolta straordinaria. A rivolgersi a lui sono per lo più titolari di esercizi commerciali o di locali pubblici che, con un contributo di 10 euro, possono far sparire l’immondizia. Qualsiasi. In qualche altro caso, in particolare tra i vicoli della parte alta del Centro antico della città, il “pony express” dà anche una mano a ripulire le strade, sempre con un esborso di qualche euro da parte di alcuni residenti stanchi dei cumuli di immondizia. Pare, addirittura, che durante l’anno, cambino i vari pony express dei rifiuti, a seconda del periodo e della criticità. Ora, che in affanno sono soprattutto commercianti e residenti, ecco che - per tirare a campare - è nata questa nuova professione. Anche se non è ben chiaro che fine poi faccia questa spazzatura che viene raccolta. Ma è facile immaginarlo.
L’Ufficio traballante. Comunque - per quanto illegittima - si tratta di una goccia nel mare di degrado nel quale affoga il cuore antico della città. Se, infatti, all’interno della partecipata Salerno Pulita sono emersi enormi problemi di organico e sacche di inefficienza, la situazione non va meglio all’Ufficio igiene urbana del Comune. In 24 (sulla carta ma effettivi in strada 16 o 17) in gran parte vicini alla pensione, devono coprire - armati di scopa - ben 60 zone in cui è suddiviso il centro della città. In 3 unità, invece, si occupano solo del furgone per la rimozione dei cestini gettacarte. Una situazione critica che poteva essere ampiamente prevista, considerando che già tre anni fa il capo del settore Ambiente, Luca Caselli, aveva chiesto la dismissione dell’ufficio comunale che - fatalmente - sarebbe andato in affanno, così come poi è accaduto. Ma affidare a Salerno Pulita anche il Centro della città significherebbe per l’Amministrazione un maggior esborso, anche parecchie centinaia di migliaia di euro. In mancanza di risorse, però, l’unica strada possibile sarebbe quella di aumentare la tassa sui rifiuti e la prospettiva suona come una campana a lutto ai piani alti di Palazzo di Città.
Lo spazzino e il budget. «La nostra giornata di lavoro inizia alle 5 anche se molti di noi si anticipano verso le 4 per non incontrare la folla delle persone che vanno a lavorare», racconta un operaio comunale. «Ciascuno di noi ha una sua zona assegnata e il turno termina alle 11. Non abbiamo più lo straordinario - spiega l’addetto allo spazzamento - ora si chiama “premio incentivo”. Quindi quando manca qualcuno, non più di due persone vanno a coprire la zona che è rimasta scoperta. Si tratta di 9 euro ciascuno». Questa sorta di straordinario, però, non può arrivare oltre i 18 euro, quindi, ciascun operaio del Comune non può spazzare - da solo - più di due aree. «Se una zona è scoperta resta tale perché più di quel budget non possiamo percepire. E poi alle 7 del mattino le strade dall’Inps al Verdi sono pulitissime; poi, dopo le 9 la gente incomincia a buttare a terra fazzoletti, bottigliette e cartacce e la città è sporca». Ci vorrebbero, allora più turni? «Siamo troppo pochi e in età avanzata. L’ufficio non può che essere chiuso: entro gennaio dovremmo passare ad altri settori». Per l’inizio del prossimo anno, infatti, dovrebbe essere chiuso il passaggio di tutta la città alla società partecipata. Ora, in strada gli spazzini comunali sono un esercito dimezzato. «Negli anni ’90 eravamo 300 persone tutti comunali, poi 90 e ora 17. Facevamo anche la rimozione dei cassonetti in ferro». Un esercito sottodimensionato e disarmato: «Da alcuni mesi non ci fanno arrivare i guanti, non abbiamo le buste e spesso siamo costretti a comprare noi le scope», racconta il dipendente comunale. Le scope di bambù costano 4 euro. In media vanno sostituite ogni 10-15 giorni. Mentre i guanti andrebbero cambiati almeno due volte al mese. «Fa male sentire che la città è sporca ma ci sono tanti incivili e noi non possiamo farci niente».
Eleonora Tedesco
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