Il restringimento che nelle ore di punta crea le file di veicoli

L'INCUBO VIABILITA'

Lavori sulla tangenziale di Salerno, l’Anas ai Comuni: «Prima la sicurezza»

Nell’incontro in Prefettura sono stati spiegati i motivi per cui non si può intervenire solo di notte e con più operai

Non si può fare diversamente. Tempi e modalità per il viadotto che a Fratte immette sulla tangenziale sono quelli e non si possono accelerare. Da giorni si sommano le proteste da parte di automobilisti e camionisti, costretti a lunghe code sul raccordo autostradale Salerno- Avellino e sulle Salerno-Reggio Calabria a causa dell’incolonnamento necessario per immettersi sull’unica corsia aperta del viadotto in direzione sud. La riduzione della sede stradale è necessaria per consentire i lavori di manutenzione straordinaria. Anche al tavolo di concertazione tra Prefettura, Comuni della Valle dell’Irno e quello di Salerno sono giunte molte richieste di accelerare le opere e sono stati posti vari interrogativi all’Anas, proprietaria della strada. Interrogativi simili a quelli che tanti automobilisti si pongono. La prima domanda è sul perché questi lavori non si svolgano solo di notte. La risposta dell’Anas è stata nei tempi necessari per allestire il cantiere: per toglierlo e riallestirlo occorrono almeno due giorni e quindi la sua rimozione nelle ore diurne è inattuabile. Un altro interrogativo riguarda il numero degli operai all’opera: «Sono solo quattro, perché non ne mettono di più e velocizzano i lavori?». Quelli che si vedono in azione sulla strada sono solo una parte dei lavoratori, mentre altri sono sui ponteggi sospesi e al di sotto della sede stradale e sono divisi su più turni anche notturni. Di notte c’è chi smonta il guard rail per una quarantina di metri, poi viene rifatto il cordolo in cemento armato e dopo entra in azione la squadra che monta le nuove protezioni e si va oltre. E allora perché non aumentare le squadre a lavoro per lavorare su più tratti contemporaneamente? Per questioni di sicurezza. Più squadre operano in spazi così ristretti più aumenta il rischio di incidenti sul lavoro in maniera esponenziale. Altra domanda che circola è sul perché si chiuda la strada molti metri prima dell’area di cantiere, per far parcheggiare i mezzi della ditta? La chiusura di una corsia dove c’è l’area di cantiere, per ragioni di sicurezza delle automobili e dei camion che transitano deve avvenire centinaia di metri prima, per consentire un sicuro e visibile incanalamento dei mezzi e non un improvviso cambio di corsia. I camion della ditta sono presenti sulla strada per il trasporto e la movimentazione non solo delle attrezzature visibili sul piano stradale ma anche di quelle utilizzate lateralmente e al di sotto. «Qua si improvvisano tutti ingegneri, direttori di cantieri ed esperti della sicurezza – afferma Patrizia Spinelli , della Feneal Uil - . La movimentazioni dei mezzi, il numero degli operai da impiegare sul posto per i lavori, le fasi da seguire e i tempi vengono organizzati in un piano che deve rispettare la normativa sulla sicurezza. Ogni appalto prevede tempi certi che possono essere allungati da intemperie ed eventi imprevisti, così come la mancanza, ad esempio, di piogge potrebbe accelerarli. I lavori più veloci di così non si possono fare».

Salvatore De Napoli

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