Restringimenti di carreggiata nei pressi dello svincolo di Fratte della tangenziale di Salerno

CANTIERI E VIABILITÀ

Lavori in tangenziale, Salerno va in tilt

La riapertura delle scuole provoca la paralisi alla circolazione veicolare. Raccordo per Avellino, Valle dell’Irno, A3, Statale 18 e capoluogo: tre ore infernali

 

Una mattinata d’inferno, con code lunghe fino a Baronissi sul raccordo Avellino-Salerno e fin quasi a Vietri sul Mare sull’A3, per non parlare della viabilità ordinaria nella Valle dell’Irno, dei comuni confinante con il capoluogo e nella città stessa. A provocare il caos, in particolare, il restringimento, obbligatorio, dell’accesso da nord alla tangenziale. È bastato, infatti, ridurre ad una sola corsia la carreggiata che da Fratte va verso Pontecagnano per mandare in tilt la viabilità. Le ore cruciali sono quelle che vanno dalle 7 alle 10, quando si “entra” a Salerno per raggiungere le scuole e i posti di lavoro.

Le ripercussioni sul raccordo. A farne di più le spese sono i cittadini che devono percorrere il raccordo autostradale. Ieri, la colonna di veicoli partiva dall’uscita di Baronissi per arrivare fino all’imbocco della tangenziale a Fratte. Sette chilometri percorsi a passo d’uomo, quando il traffico non si è bloccato del tutto. A rimanere imbottigliati non solo camion e auto della Valle dell’Irno ma anche quelli che obbligatoriamente devono transitare per il “nodo” di Fratte in direzione di Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

Le ripercussioni nella Valle dell’Irno. Lungo di strade di Pellezzano centro, Capezzano e Coperchia, code infinite per l’ingresso Salerno e per raggiungere il centro commerciale Le Cotoniere. Al traffico ordinario, già sostenuto normalmente, si sono aggiunti i veicoli in cercadi un’alternativa all’autostrada, finendo dalla padella nella brace.

Le ripercussioni sulla A3. Traffico bloccato, sempre a causa delle code per imboccare la tangenziale pure dai vecchi caselli di Salerno fino allo svincolo di Fratte.

Le ripercussioni a Salerno. Di fronte al muro di auto e camion, per raggiungere dalla Valle dell’Irno e dai quartieri alti della città la zona orientale ed industriale, in tanti automobilisti hanno scelto di optare per la viabilità ordinaria, raggiungendo il centro: da via dei Principati fino al lungomare e a piazza della Concordia si è formato un serpentone di veicoli fermi, incolonnamento che è proseguito poi fino a Mercatello.

Il calendario del lavori e le novità. Con il procedere dei lavori, il cantiere avanzerà, “liberando” la coda. Si potrebbe riassumere così quello che accadrà nei prossimi mesi sulla tangenziale. Entro venti giorni, termineranno i lavori nella prima parte del viadotto, lato destro, scendendo dall’uscita di Fratte. Questo consentirà di allargare la carreggiata con lo spostamento della barriera di New Jersey nel primo tratto dell’attuale restringimento, liberando la porzione di imbocco della tangenziale fino alla diramazione per via Irno. Essendo più facile arrivare a questo bivio, gli automobilisti avranno la possibilità di scegliere a loro volta se proseguire sulla tangenziale o imboccare la viabilità ordinaria per arrivare sulla Lungoirno e quindi nei vari quartieri cittadini. Entro novembre, dovrebbero concludersi i lavori sul lato destro del viadotto della tangenziale, quelli per i quali è necessario il restringimento della carreggiata, e in occasione del periodo natalizio, e quindi di Luci d’artista, sarà possibile la piena transitabilità sulle due corsie. A febbraio, riprenderanno i lavori sul lato sinistro della strada con un nuovo restringimento; lavori che, se il meteo sarà clemente, potrebbero concludersi prima dell’inizio dell’esodo estivo. Le opere dovrebbero comunque terminare entro il 2019.

L’accesso da Nord. I cantieri attuali e quelliche verranno fanno emergere l’irrisolta fragilità dell’accesso da nord a Salerno. Spesso, un atteggiamento campanilistico e ostile ha impedito di progettare nuove infrastrutture che favorissero l’accesso dall’Agro nocerino e da quello nolano e dalla Valle dell’Irno al capoluogo, con la politica tesa a realizzare strade soprattutto nell’area a sud di Salerno. Eppure, proprio l’area a nord produce il 60% del Pil della provincia e movimenta merci al porto per oltre il 50%. Fu proprio la costruzione dell’A3 Napoli-Salerno negli anni Sessanta, assieme ai miglioramenti tecnologici dei mezzi a orientare il trasporto di merci via mare verso il porto di Salerno (facendone la fortuna) e non più verso quelli di Torre Annunziata e Castellammare. Oggi Salerno è accessibile da nord solo attraverso l’ex Statale18, ormai urbanizzata, e l’alternativa rimane ferma al palo; l’A3, autostrada panoramica ma pensata per volumi di traffico inferiori, e la “tre corsie”, ossia l’autostrada che arriva da Caserta via Agro nolano e Agro nocerino e poi procede a due sole corsie per la Valle dell’Irno. Occorrerebbero un nuovo accesso dall’Agro e una bretella Mercato San Severino- Battipaglia: il primo per decongestionare l’ex Statale 18 (che attraversa pure Cava de' Tirreni e Vietri) e la seconda per aggirare Salerno, evitando il passaggio del traffico leggero e quello commerciale nord-sud.

Salvatore De Napoli

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