IL COMMENTO

Lavori in tangenziale, l’imbuto del menefreghismo che intrappola i salernitani

Quello che sta accadendo in questi giorni a Fratte dove, fin dalle prime ore del mattino, centinaia e centinaia di auto rimangono imbottigliate in un budello di appena due metri e mezzo, è lo specchio fedele di un Paese dove si è ormai perso il senso della decenza. Compresa quella istituzionale. Il menefreghismo da Marchese del Grillo - “io sono io e voi non siete un c...” - accoppiato ai fantomatici tavoli di confronto in Prefettura - tondi, quadrati e ripiegabili a secondo del bisogno - hanno prodotto fino ad ora soltanto caos e chiacchiere. Caos perché i povericristi continuano a rimanere pericolosamente imbottigliati sul raccordo Avellino-Salerno e sul viadotto che, dalle gallerie dell’ex seminario, conduce all’A2; chiacchiere, perché alla fine, le code sono sempre lì a testimoniare che nulla di serio si è fatto. Eppure tutti, Anas in testa, fin dal giugno scorso sapevano che, dopo il blocco estivo del cantiere all’imbocco della tangenziale a Fratte, il problema si sarebbe riproposto in tutta la sua virulenza con la prevista riapertura delle scuole. E invece di sollecitare una soluzione immediata e condivisa - magari con un vertice agostano: ma è chiedere troppo? - ci si è rivisti in Prefettura, intorno al fatidico tavolo tondo, quadrato e ripiegabile, a poche ore dall’inizio del mega-ingorgo. Ed eccola una delle soluzioni prospettate: Anas, come già aveva fatto qualche mese fa, ha ritirato fuori l’asso Pontecagnano. Vetture e camion pesanti, provenienti dalla Valle dell’Irno, dovrebbero evitare l’uscita di Fratte e imboccare l’A2 allungandosi fino allo svincolo di Pontecagnano da dove, attraverso la tangenziale - disseminata di cantieri e deviazioni - raggiungere Salerno. Una comodità: basta partire all’alba per arrivare in tempo sui luoghi di lavoro, a scuola etc. Ma Anas finge di non sapere (e se non lo sa è grave) che il problema è arrivarci a Fratte, visto che le code - come è accaduto ieri - iniziano già di buon mattino dallo svincolo di Baronissi (sulla Av-Sa) e da quello di Vietri (sulla Na-Sa), con lunghe e prolungate soste nelle rispettive gallerie. Altra geniale alternativa proposta è quella di spostare il traffico in direzione sud proveniente dalla Valle dell’Irno sulla provinciale che attraversa il Comune di Pellezzano. Una strada strettissima e tortuosa che passa per centri densamente abitati. Per non parlare dell’ex Statale dei Principati, che collega l’intera Valle dell’Irno: anche qui, al mattino, code che iniziano già poco prima del centro commerciale “Cotoniere”. Surreale poi la posizione del Comune di Salerno: piazzare qualche vigile a Fratte, probabilmente a contemplare il disastro, in attesa che s’accendano le Luci d’Artista quando, d’accordo con Anas, si cercherà di attenuare i disagi, magari con una sospensione dei lavori. Insomma, per rivedere la luce bisognerà attendere le luminarie. Che fare? Il problema è ormai di ordine pubblico. Ergo materia del prefetto. E la soluzione? Obbligare la ditta a lavorare di notte. Come del resto si è già fatto, sempre a Fratte. O è chiedere troppo?

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