SOS SICUREZZA

Ladri nel quartiere, avvocato nel mirino a Salerno

La stessa Fiat 500 portata via per due volte in 15 giorni 

Il recordman dei furti subìti in via Calenda si chiama Antonio Cascone, professione avvocato. Negli ultimi anni, i ladri gli hanno portato via tre auto, quattro moto e un’altra vettura è stata oggetto di sei “asporti” finché, per disperazione, il professionista non ha deciso di venderla. Anzi, di svenderla. «Oggi sono felicemente appiedato – ironizza – benché abbia la fortuna di essere assicurato su tutto, ho deciso di non comprare più nulla. Quasi quasi dovrei ringraziare questi signori perché in questo modo mi tengo in forma ». Ma la vena caustica con la quale Cascone fa l’elenco di un’assurda escalation microcriminale, in realtà cela la rabbia e la disillusione di tanti residenti della zona, stanchi di vivere nella paura che non ci sia antifurto che tenga rispetto a bande di scassinatori provetti. Soprattutto di continuare a delinquere senza mai finire nella rete.

All’avvocato salernitano è capitato veramente ditutto, compreso il fatto di vedersi portare via la stessa macchina per ben due volte nel giro di soli quindici giorni: «La macchina, una Fiat 500, era parcheggiata sotto il mio studio e ho visto in diretta che, nel bel mezzo del pomeriggio, stavano provando a rubarla». Sventato il primo colpo e portata l’auto in officina per le dovute riparazioni, poi all’autolavaggio con tanto di trenta euro di pieno, due settimane dopo, è evaporata, senza che nessuno nella zona abbia visto o sentito nulla. E senza che i più sofisticati sistemi d’allarme abbiano potuto scongiurare il rischio. Poi è stata la volta di una Smart, qualche tempo prima di una Panda. Finché non arrivò una seconda Smart, «sulla quale, per ben sei volte – racconta il legale – hanno operato dei furti parziali, dalle componenti meccaniche allo stereo. Un giorno mi sono svegliato e non ho trovato più perfino le quattro ruote». Ed è stato quello il momento in cui Cascone ha deciso di mettere un punto e di camminare a piedi per non continuare a foraggiare il crimine. Non è andata meglio con i motorini: «Mi hanno portato via una Vespa, un Liberty, un Piaggio Sfera e, recentemente, un People con vent’anni di vita alle spalle, praticamente attaccato insieme con lo scoth. Un rottame del quale mi vergognavo, ma che mi serviva per spostarmi velocemente in città senza restare ingolfato nel traffico. Non hanno risparmiato neppure quello».

A nulla sono servite catene, bloccasterzi,bloccapedali e neppure i sistemi di rilevabilitàsatellitari. «Evidentemente si tratta di professionistidel settore – commenta Cascone – che sanno come e dove colpire senza lasciare traccia». Ma perché i topi d’auto e di appartamento hanno preso di mira l’area situata tra via Laspro, via Calenda e via Trucillo? «Non so darmi una risposta – prosegue l’avvocato – Molto probabilmente il motivo risiede nel fatto che sono strade in discesa e che dunque agevolano la fuga. L’illuminazione non è granché e soprattutto, non ci sono adeguati controlli, in particolare nelle ore serali e notturne». Un problema, quest’ultimo, già evidenziato dal presidente del comitato di quartiere centro storico e neo residente della zona Ermanno Minoliti , che ha sollecitato l’intervento del questore. «Il parcheggio è off limits – racconta Cascone – vi si trova di tutto, dai rifiuti alle siringheed è sempre frequentato da persone sospette, anche alle prime ore del mattino. Lo so perché la mattina mi alzo alle 5.30 per andare a correre». Provare a parcheggiare altrove? «Inutile – sbotta il legale – In dodici anni che vivo qui le ho provate tutte, ma è stato sempre inutile».

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