Il luogo dove è stato trovato morto Aziz

L'INTERVENTO

La triste storia di Aziz e le storture del sistema

La storia di Aziz - il cittadino del Marocco che decise di suicidarsi nel giorno di Natale dopo aver appreso che a causa di una pendenza giudiziaria non avrebbe più ottenuto il permesso di soggiorno in Italia e, quindi, doveva far rientro nel suo paese d’origine - è solo l’ennesima storia di una persona emarginata e vittima. 

La storia di Aziz - il cittadino del Marocco che decise di suicidarsi nel giorno di Natale dopo aver appreso che a causa di una pendenza giudiziaria non avrebbe più ottenuto il permesso di soggiorno in Italia e, quindi, doveva far rientro nel suo paese d’origine - è solo l’ennesima storia di una persona emarginata e vittima di un sistema di accoglienza incapace di affrontare in modo serio il problema dell’integrazione sociale dei migranti, specie chi, come in questo caso, fugge dal proprio Paese e necessita di forme di protezione e assistenza. Il problema risiede infatti a monte: in quanto servizi sociali, i servizi di accoglienza di richiedenti e titolari di protezione internazionale sono gestiti da enti no profit, i quali sono portatori di sensibilità e cultura specifiche, votate all’assistenza alle categorie più deboli. Questo ed altri episodi possono e devono divenire spunto di una profonda riflessione sul ruolo che riveste l’azione di inserimento sociale e di accompagnamento all’integrazione, la quale risulta oggi sempre più precaria ed appare destinata a scomparire definitivamente alla luce delle innovazioni legislative e regolamentari attuate ed in corso di approvazione. Accogliere significa assistere le persone destinatarie di questi servizi in tutti gli aspetti della vita, dal trauma del primo inserimento nella nostra società alla riabilitazione, che sovente si rende necessaria, fino alle attività finalizzate all’integrazione linguistica, culturale e sociale. In definitiva, una missione di accompagnamento alla piena libertà. Questo lavoro rischia di diventare sempre più difficile, o addirittura impossibile, per un verso togliendo attività e lavoro agli enti del settore ed ai loro operatori e per altro verso (e qui viene il dramma sociale) abbandonando definitivamente queste persone alla propria vulnerabilità, con il rischio di moltiplicare all’infinito casi come quello appena occorso. Era piuttosto auspicabile che a correggere talune storture del sistema di accoglienza si imponessero criteri di selezione più rigidi, in grado di individuare seriamente soggetti affidabili e credibili sul piano della sensibilità e della cultura oltre che sulla capacità gestionale, allontanando tutti i soggetti animati dall’obiettivo precipuo di lucrare sulle spalle della povera gente.

*Presidente Consorzio Format