LE INDAGINI

La tragedia del minibus in soli 14 secondi

Un video shock in mano agli inquirenti, si indaga. Secondo un turista Emanuele Melillo muoveva la testa in modo strano

CAPRI - La tragedia di Capri in 14 secondi. La sequenza in un video shock registrato dalle telecamere di videosorveglianza della caserma della Guardia di finanza situata a poche decine di metri dal disastro. Le immagini, terribili, sono finite agli atti dell'inchiesta sull'incidente che ha sconvolto l’isola azzurra e che ha portato via per sempre il giovane autista Emanuele Melillo , 33 anni, residente a Napoli ma molto conosciuto anche a Sapri. Le indagini, per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto, sono ancora in corso. Sull’isola, nelle ultime ore sono stati fatti arrivare numerosi mezzi dei caschi rossi, tra i quali anche un elicottero, per cercare di trovare una soluzione alla rimozione del bus precipitato, che dovrà essere sottoposto ad accertamenti. L'obiettivo principale è rimuoverlo e dissequestrare l'area, per restituirla ai cittadini, ma al momento, questa soluzione presenta notevoli difficoltà operative. I rilievi sul luogo dove è avvenuto l'incidente sono stati affidati alla polizia stradale.

Giovedì mattina è stata la centrale operativa della questura di Napoli, insieme con il 118, a coordinare i soccorsi e l'intervento degli elicotteri che si sono occupati del trasferimento dei feriti, delle riserve di sangue per le trasfusioni e delle apparecchiature mediche. La procura di Napoli sta valutando l'eventualità di predisporre gli accertamenti irripetibili sul minibus direttamente sul luogo dell'incidente. Tra le ipotesi in merito alle cause dell'accaduto, oltre al malore che potrebbe aver colpito il conducente, c'è anche quella del guasto meccanico. Altro particolare al vaglio degli investigatori è l'impiego in servizio a Capri, giovedì mattina, di alcuni bus dell'Atc, l'azienda di trasporto isolana, che sarebbero dovuti rimanere in deposito: una decisione determinata da un improvviso malfunzionamento della funicolare, per fronteggiare la richiesta di trasporto pubblico. Ad ogni modo le perizie sul minibus accerteranno se il mezzo fosse in idonee condizioni di funzionamento e di manutenzione. Si fa strada, intanto, l'ipotesi di un malore che avrebbe colto Melillo mentre era alla guida del minibus, appena partito da Marina Grande e che, dopo le prime due curve, stava percorrendo la strada in salita. Secondo i sanitari il 38enne, molto conosciuto anche nel golfo di Policastro dove il papà Nazzareno, è stato per alcuni anni dirigente del Sapri Calcio, sarebbe spirato per infarto ma sarà l'autopsia a fare luce sulle cause del decesso. Stabili le condizioni dei 23 feriti. Quindici sono stati trasferiti a Napoli: 13 all'ospedale del Mare, due bambini sono stati invece portati all'ospedale pediatrico Santobono.

Altri 8 pazienti, feriti lievemente, hanno rifiutato il ricovero. Tra i feriti anche 4 turisti, francesi e libanesi. Intanto si lavora per accertare le cause dell’incidente. Alle 11,30 Melillo è partito per l’ultima corsa della sua vita con il mezzo già carico, e altri passeggeri li ha raccolti alle fermate. Ce n’erano 23 quando, all’altezza del lido con l’insegna a strisce bianche e celesti, è successo qualcosa: il bus ha smesso di andare dritto. Ha tirato verso destra, ancora non è chiaro se perché senza controllo o per una inspiegabile manovra del conducente. Poi senza frenare né rallentare è salito sul marciapiede, ha sradicato la ringhiera ed è volato giù. Un turista inglese che era a bordo racconta di aver visto l’autista «muovere la testa in maniera strana poco prima dell’incidente», ma non sa il perché. Il bus è precipitato toccando terra con la parte anteriore, e l’impatto ha ucciso Melillo, sempre che non gli fosse già accaduto qualcosa prima.

Vincenzo Rubano