IL COMMENTO

La solitudine di chi denuncia

Un primario ospedaliero è fatto vittima di minacce gravissime, con una lettera anonima chiara, precisa, circostanziata ed estesa ai suoi affetti più cari. E rispetto alla gravità del fatto c’è la solitudine di chi denuncia e il silenzio degli uno, cento, mille “personaggi” che quotidianamente si agitano sulla scena locale con petizioni di principio, “sentenze”, proclami. Saranno gli investigatori a delineare il contesto nel quale è maturata la minaccia, anche se i primi indizi, portano ad uno strano giro di interessi legati al mondo sporco dei truffatori di professione. È accaduto altrove, potrebbe esser vero anche ad Eboli. Accanto al lavoro degli investigatori e degli inquirenti si muova subito l’Asl: a tutela di chi ha denunciato ed è stato minacciato e, soprattutto, di una struttura ospedaliera fatta funzionare da decine di persone oneste forse solo intimorite da questa violenza di bassa lega. Inconcepibile il silenzio, ma ancor di più se le indagini non dovessero approdare a nulla. Le istituzioni per essere credibili non aspettano eroi.