«La nostra app anti-Covid a costo zero per i cittadini» 

Anche i ricercatori Unisa al bando del Ministero: «Ora i dati vanno condivisi» 

SALERNO. C’è anche un’app campana, “Sm Covid-19”, tra le oltre 300 proposte candidate al bando, indetto dal Ministero dell’Innovazione, che ha portato alla scelta di “Immuni”, l’app messa a punto dalla società milanese “Bending Spoons” in partnership con il Centro Diagnostico “Santagostino” di Luca Foresti e “Jakala” per il tracciamento del contagio del Coronavirus. A realizzare “Sm Covid-19” è stato il team di esperti della “SoftMining” di Avellino, una spin-off dell’Università di Salerno, coordinato dal professore Stefano Piotto, ideatore della soluzione, e dal dottorando Luigi Di Biasi.
L’obiettivo è lo stesso: tener traccia delle situazioni di potenziale contagio, evitarle e di conseguenza creare dei modelli statistici rappresentativi del comportamento di Covid-19 da mettere a disposizione delle Autorità governative e sanitarie. «L’aspetto più importante è quello dell’interoperabilità, ovvero fare in modo che i dati raccolti dalle app possano essere fruibili in un unico database per le Autorità sanitarie. Crediamo che questo sia un elemento essenziale perché ci muoviamo in un contesto europeo, dove ci saranno sicuramente altre app straniere, adottate da vari Paesi, ragion per cui bisognerà fare in modo che questi dati possano essere leggibili», spiega il professore Stefano Piotto, ceo della “SoftMining”.
Polemiche da parte. «Non serve sostenere che un’app sia meglio di un’altra: serve semplicemente cooperare ed aiutare - spiega Piotto - . Abbiamo creato da diverse settimane la nostra app e l’abbiamo messa a disposizione gratuitamente. Un migliaio di persone l’hanno già scaricata ed abbiamo cominciato a raccogliere questi dati, ovviamente garantendo l’anonimato e mettendoli a disposizione delle Autorità sanitarie. Ecco perché è importante il concetto di interoperabilità tra i sistemi informatici in modo tale che anche questi dati, così come quelli magari raccolti da altre app italiane e straniere, possano essere utili e confluire in unico database per il tracciamento del contagio, senza essere buttati via».
L’app campana “Sm Covid-19” è già disponibile da diversi giorni sia su Apple Store che su Google Store: è la prima app italiana per tracking di contatti disponibile online. E negli uffici della SoftMining, anche in queste ore, si continua a lavorare per rendere l’app ancora più efficiente. Del resto, nei prossimi mesi l’intelligenza artificiale potrà essere d’aiuto per prevenire e fermare sul nascere un’eventuale seconda ondata.
«Credo che il problema sia ancora grave - conclude il professor Piotto - . Al di là degli annunci, non esiste l’app che salverà il mondo. Ma allo stesso tempo, dialogando tra loro, possono essere molto utili per tracciare e verificare l’andamento dei contagi».
L’utente dell’app non viene geolocalizzato, né reso riconoscibile. L'app tiene traccia del solo numero, della durata e del tipo di contatti. Si acquisisce un Id univoco di tutti gli smartphone in prossimità di un utente e valuta la durata del contatto: così gli ospedali possono leggere i dati di rischio ed aggiornare lo stato di una persona (negativo o positivo). A quel punto, se una persona è positiva al test, la percentuale di rischio di ogni altra persona con la quale si viene a contatto è aggiornata automaticamente. L’applicazione è addirittura in grado di rilevare se la distanza di sicurezza tra due utenti è più bassa rispetto a quella consentita tanto da registrare il tempo di esposizione tra i due individui.
Antonio Vuolo
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