L'INTERVENTO

La donazione di Silvio Berlusconi “rispolvera” i guelfi e i ghibellini

di Aniello Salzano

Silvio Berlusconi, come ormai tutti sanno, ha spontaneamente voluto donare alla Regione Lombardia 10 milioni di euro, non certo una bazzecola, per la realizzazione di un nuovo reparto di terapia intensiva da 400 posti alla Fiera di Milano. Con il suo gesto, l’ex Premier ha dimostrato il proprio amore per la sua terra e l’attaccamento verso il nostro Paese, confermando che occorre fare un gioco di squadra, dove ciascuno di noi deve onorare il proprio ruolo. Berlusconi, sparito per settimane, improvvisamente ha così fatto irruzione sulla scena pubblica, provocando ovviamente un terremoto di dichiarazioni, critiche, polemiche, attestati di stima e simpatia, così come una sequela di contumelie.

Naturalmente sul web non manca mai la dietrologia, arte nella quale gran parte del popolo degli internauti si è specializzato e quindi si ritiene in grado di interpretare e decrittare il significato di ogni gesto o, come nel caso specifico, di una munifica donazione. E’ comunque fin troppo evidente che ogni presa di posizione risulta figlia di pregiudizi nei confronti di Berlusconi o dettata dall’appartenenza ad uno schieramento politico. Come al solito nel solco della storia, in Italia da secoli la stessa, si sono misurati due schieramenti, da una parte i Guelfi, dall’altra i Ghibellini. Alla munifica donazione di Berlusconi io voglio semplicemente dare la connotazione di un gesto dettato dal senso di generosità propria di tanti lombardi e grandi capitani d’azienda attenti a quanto avviene nella società civile.

E’ stata fatta da un uomo destinato comunque ad entrare nella storia del nostro Paese e che non avrebbe avuto certamente bisogno di un tal gesto per entrarci. Infatti la sua scelta di liberalità, più che al Berlusconi politico penso che vada ricondotta al Berlusconi imprenditore, alla persona Silvio Berlusconi nel senso più intimo del termine, che, potendo, ha dato una mano significativa agli Italiani, cui in tante occasioni ha voluto esternare il proprio affetto. Le polemiche e le critiche di queste ore, così come gli elogi, trovano il tempo che trovano e quindi presto tutti dimenticheranno. E si perderanno le tracce anche dei criticoni e dei maldicenti. Invece resta il contributo grosso ed importante che Berlusconi in un momento difficile non ha fatto mancare all’Italia.

Se la situazione, che è tragica e complicata, si potrà gestire al meglio è anche grazie a un gesto che nessuno forse si aspettava. Dovremmo auspicare che tanti altri imitino il suo esempio, che, a quanto pare, nelle ultime ore imprenditori importanti hanno deciso di seguire. E Dio solo sa quanto l’Italia abbia bisogno di risorse per finanziare la spesa sanitaria in un fase tanto delicata, che un certo mondo produttivo, facendo la propria parte, può senz’altro favorire. A Berlusconi, al di là degli schieramenti, va riconosciuto il merito di aver fatto da apripista. Quindi ben venga, o meglio ritorni, Berlusconi l’imprevedibile, Berlusconi l’impareggiabile. Ben venga e resti con noi soprattutto l’uomo Berlusconi, in questo caso davvero inimitabile.