La Dia di Salerno ha festeggiato a Scafati

Schierato il vertice della Direzione investigativa antimafia in una città che punta a ritrovare fiducia

SCAFATI. Scafati ieri mattina si è riscoperta partigiana. Tanti i giovani che hanno partecipato alla cerimonia della Liberazione organizzata dal Comune, sciolto per infiltrazioni camorristiche lo scorso gennaio e guidato da una triade commissariale nominata dal Ministero dell’Interno. Un ritorno alla legalità per una comunità scossa dall’inchiesta antimafia partita nel settembre 2015 e che ha portato alle dimissioni dell’ex sindaco Pasquale Aliberti. Ieri mattina era proprio lui il grande assente, nonostante il post su Facebook dove ha ricordato il sacrificio degli scafatesi che contribuirono alla vittoria contro i soldati tedeschi e che è valsa alla città la croce al valor militare e la medaglia d’oro alla Resistenza. Al di là delle presenze-assenze delle forse politiche, la città ha vissuto un momento di sana aggregazione intorno a valori e ideali che hanno creato per alcune ore uno spirito di comunità. La presenza più significativa, al fianco del commissario ministeriale Augusto Polito che ha vestito la fascia tricolore per l’occasione, è stata quella di Giulio Pini, tenente colonnello dei carabinieri che dirige la Dia di Salerno. La figura del militare veneto che guida la Direzione investigativa antimafia non è passata inosservata. Un segnale preciso a Scafati e agli scafatesi. La risposta dello Stato in un giorno importante per gli italiani e soprattutto per una città che ha contribuito, in modo significativo, alla Resistenza e che ora aspira ad un periodo di rinnovata vitalità democratica.
Domenico Gramazio
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