IL PROGETTO DEL PUMS

L’utopia del biciplan: «Ora 12 itinerari»

La proposta nel documento approvato dalla Giunta: percorsi in ogni quartiere

SALERNO - A guardare le condizioni dell’unica pista ciclabile della città e considerando che negli ultimi anni non sono mancate proposte e progetti, il piano per la mobilità su due ruote contenuto nel Piano urbano della mobilità sostenibile potrebbe sembrare davvero un’utopia. Nelle 207 pagine contenenti la relazione generale, infatti, si disegnano tutta una serie di percorsi tali da rendere la città, nel suo insieme, a misura di ciclista. «Allo stato attuale - si legge nel documento - nel territorio di Salerno la rete di percorsi ciclabili dedicati è di modesta estensione si sviluppa principalmente sul Lungomare ». Quindi, il Biciplan prevede 12 itinerari ciclabili, oltre a una rete secondaria di collegamento: itinerari ciclabili prioritari o delle ciclovie del territorio comunale, destinati all’attraversamento e al collegamento tra le parti della città lungo le principali direttrici di traffico; itinerari ciclabili secondari all’interno dei quartieri e dei centri abitati e vie verdi ciclabili, destinate a connettere le aree verdi e i parchi della città, le aree rurali e le aste fluviali del territorio comunale con le altre reti degli itinerari ciclabili.

Il progetto del Biciplan individua sette itinerari prioritari, tre itinerari secondari e due vie verdi. Un ulteriore strumento sviluppato per il Biciplan di Salerno, sia in termini di segnaletica che di identità visiva dell’itinerario che di comunicazione, è lo sviluppo della “bicipolitana”: una rete di “linee metropolitane” a cielo aperto da percorrere in bici, seguendo percorsi segnalati e contraddistinti da colori diversi che collegano i quartieri delle città e i rioni, permettendo di raggiungere le principali polarità e di cambiare percorso quando si è in sella. Al posto delle “rotaie”, è scritto nel Pums «ci sono piste ciclabili o tratti di zone 30, e al posto dei vagoni ci sono biciclette, e-bike e le nuove forme di micromobilità elettrica condivisa e no. La bicipolitana di Salerno individua percorsi, ciascuno con un proprio numero e colore, da riportare, attraverso una precisa cartellonistica nei luoghi più significativi della città ».

Dal punto di vista del quadro generale, nel Pums (commissionato dal Comune alla società Sintagma) «le nuove progettazioni relative alla rete ciclabile individuata dovranno seguire i concetti e proposti dal Biciplan, oltre che rispettare le indicazioni e la normativa di settore a livello nazionale, regionale e provinciale. Si ritiene prioritario intervenire su tratti mancanti per definire una rete ciclabile continua, omogenea ed in sicurezza, e rivedere i percorsi esistenti, in particolare quelli lungo le vie di maggiore scorrimento, individuando soluzioni per eliminare il più possibile il conflitto tra pedoni e ciclisti, utilizzando nuovi spazi da sottrarre alla mobilità motorizzata (corsie veicolari o sosta)». Insomma, al di là degli interventi strutturali, quello che viene messo nero su bianco e un cambiamento radicale nel paradigma di intendere la mobilità cittadina che, per la prima volta, offre uno spazio sulla strada anche ai ciclisti e non solo alle auto.

Eleonora Tedesco