L'EDITORIALE

L'opposizione con il sorriso

Per capire quel che sta succedendo in Italia, passata nel giro di venti anni da Paese in transizione a Paese “sospeso”, conviene porre attenzione alla nostra prima pagina di oggi. Da Torino a Polla, le donne sono state protagoniste di due proteste emblematiche del tempo che viviamo e che ipotecano il futuro prossimo venturo. Pure con le dovute differenze dei problemi al centro delle due proteste, Torino e Polla sono le facce di un’Italia unita da un solo obiettivo: ripartire, opponendosi al declino o al Paese “sospeso” con l’intelligente opposizione che arriva non da urla incontinenti ma da ragionevolissimo garbo e decisionismo tipico delle vite rigorosamente ispirate alla concretezza della vita quotidiana e alla salvaguardia della vita che viene, in tutte le sue forme. A Torino 30mila cittadini sono stati spinti in piazza dall’iniziativa di sette donne della borghesia torinese per ricordare anche a chi ha vinto in politica che il voto non abilita alla stasi. A Polla sono scesi in piazza i ragazzi millennials, le loro mamme e soprattutto anche sulla spinta di altre otto donne. Cioè, la lotta contro lo spopolamento dei paesini della nostra provincia dove già non si nasce per la denatalità. E chi, se non le donne avevano ed hanno titolo a guidare una protesta con il garbo del sorriso ma anche la determinazione della lotta? Ecco, come da Torino e Polla c’è la stessa ansia di futuro con la “rivoluzione rosa”. E sono le donne a segnare questa stagione della protesta. Che prendano in mano il destino delle comunità che vogliono far vivere e non lasciarle sopravvivere, mettano faccia ed anima nella rivoluzione dolce. Continuino a Torino come a Polla perché, replicando una grande donna come Rita Levi Montalcini, «le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza».