L'INTERVENTO

L’obiettivo della Città-Regione frontiera di nuova cultura urbana

Domani, alle 17, nella sede della Camera di Commercio di via Roma, si terrà il convegno “Incontro sulla città che verrà: Salerno oltre l’Orizzonte”. Pubblichiamo a tal proposto un intervento dell’ingegnere Lorenzo Criscuolo.

Lo sviluppo delle reti transnazionali connesso all’allargamento della catena del valore delle merci implica una deterritorializzazione del concetto di città, il territorio di area vasta o delle macro area diventa nuovo catalogo di risorse e la città larga riappare come nuovo ritornello di conoscenze. Il secondo cervello di cui parla la Levi Montalcini , è anche il capitale cognitivo che si forma nelle reti territoriali ; questo capitale cognitivo deve essere riconosciuto e valorizzato come territorio città che, per scala adeguata, acquista soggettività politica capace di fare strategie di apprendimento e di tenere la città sempre in costruzione. Riconnettere reti di governance delle istituzioni, reti di produzione di conoscenze, reti di apprendimento del fare, reti di finanza a scala di città, reti di attività sociali e di arte, etc diventa il laboratorio di sviluppo del potenziale territoriale il cui precipitato può essere la città strategica, la città dei cantieri sempre aperti (slogan da adattare alla metamorfosi di Salerno). La città deve perdere caratteri statici e diventare infrastruttura complessa. La metamorfosi urbana produce risultati differenziati, territori a più tempi e più forme, derivanti da processi di apprendimento collettivo, inseriti in forme differenziate flessibili di cooperazione, vogliono diventare città nuova. La cooperazione, come la conflittualità, è multipla tra differenti attori, privati e pubblici, regionali ed internazionali, tra fornitori locali e globali, tra produttori di conoscenze e formazioni ed istituzioni dedicate, tra intermediari finanziari e rentier posizionali, tra associazioni e media, tra pubblica amministrazione e portatori di governance sussidiaria. La parola infrastruttura potrebbe portare fuori strada, la città diventa infrastruttura complessa cioè insiemi di reti e di sistemi relazionali capaci da assorbire investimenti e di aumentare il loro valore. La storiografia francese separava la Citè ( la città come insieme di associazioni ed organizzazioni) dalla Ville cioè l’insieme dei luoghi amministrativi dove si regolano le attività. Si faceva così ricorso ad un concetto di città dinamico, in cui le due sovrapposizioni crescevano con direzioni variabili. Il ricorso al concetto di città come infrastruttura complessa consente di definire le risorse intangibili e quelle tangibili che occorre intrecciare per avere delle condizione minime o strategiche di sviluppo. Una città grande , storicamente riconosciuta, potrebbe aver indebolito le sue reti relazionali fino a rompere le funzionalità di alcuni network esistenti ( la governance, la capacità di ricerca, la capacità di produrre Capitale Umano, etc) in definitiva quella stessa città ha bisogno di risalire la scala per diventare nuovamente infrastruttura di sviluppo locale. Un’ area vasta, con diverse potenzialità di reti, deve avere la possibilità di intrecciare queste reti e progettare una visione possibile di città che renda possibile coniugare più paradigmi evolutivi: identità e sviluppo, identità e diversità, semplicità e complessità. Il concetto di Città- regione collegabile ai recenti piani strategici della città di Barcellona rende esplicita l’idea che la Barcellona città di molti anni fa ha elaborato nuove idee sulla città infrastruttura fino a parlare di Città Regione come città allargata capace di dare al potenziale locale o regionale quegli spazi , materiali o intangibili, in grado di accogliere i nuovi progetti di sviluppo che vedono definitivamente una comunità in evoluzione verso una società complessa, aperta ed inclusiva. Discutere sull’aggettivo che accompagna il riposizionamento istituzionale di Salerno non è banale ma un processo culturale da affrontare per dare alla società civile del territorio, residente e non, la possibilità di elaborare una progettazione adeguata al riposizionamento istituzionale, territoriale ed economico della città che verrà. Grande Salerno, Salerno città di area vasta, Salerno al quadrato, Salerno città moltiplicata, Salerno e le addizioni urbanistiche non lineari, diventano dei confini culturali da definire per dare alla governance ed al government le coordinate giuste per disegnare le valenze istituzionali della città riposizionata.