L'INTERVENTO

L’infinita crisi dell’informazione e l’allergia ai tormentosi editoriali

In Italia e in particolare nel Sud e più precisamente in Campania le cose più ovvie debbono essere dimostrate. La verità su certe problematiche, come la crisi che attanaglia il settore dell’informazione scritta, tarda a venire per tradizionale e inveterato lassismo italico. Ne consegue il meccanismo di uno status d’improvvisazione e di dannosa precarietà. Vien fatto, quindi, di interrogarsi (per quanto ci riguarda) sulla effettiva capacità di tenuta della carta stampata con particolare riferimento alla realtà che ci circonda. Sul tappeto molti problemi. Il primo, quello di internet e dei network che hanno letteralmente occupato molti spazi riservati all’informazione locale. Ciò ha provocato la conseguente disoccupazione del settore giornalistico della carta stampata. Per meglio comprendere il ruolo della cronaca locale bisogna rilevare che purtroppo in Campania l’indice di lettura evidenzia percentuali per nulla incoraggianti: se l’offerta è scarsa, la domanda è bassissima. Abissale è la differenza tra la Campania e la media nazionale della vendita dei giornali. Parlare dei vecchi mali e della necessità di fare una politica per la Campania è vecchia solfa. L’informazione regionale subisce in effetti le conseguenze della crisi che stringe in una morsa l’intera editoria italiana e in particolare la situazione di stallo, per non dire di peggio, dell’impalcatura economica federale della Campania. C’è poi una forte percentuale di lavoro sottopagato. Tale quota di professionalità va quindi a vanificarsi rapidamente ed anche la competenza specifica va ad estinguersi sotto i contraccolpi di esigenze pressanti ed immediate. Viene a mancare la voglia di fare bene il proprio lavoro e si cerca, come si dice, di vivere alla giornata.I problemi della carta stampata sono complessi a partire dalla leggerezza, tanto per usare un eufemismo, ad investire nel settore. Purtroppo in questo delicato settore dell’informazione non difettano “venditori” di illusioni, pronti a sfidare l'asfittica economia. Va anche detto che il lettore del Sud è allergico a tormentosi ed incomprensibili editoriali di indecifrabile cultura. È una sede per uscire da un avvilente anonimato. Ognuno è libero di fare facili affermazioni sulla carta stampata, ma non sullo status dei precari, dei cassintegrati, dei disoccupati. In Campania sono un esercito. Una triste realtà che sembra non interessare nessuno mentre continuano ad essere alimentate false illusioni facendo credere che internet sia il giornalismo o che la rete possa sostituire la narrazione di un fatto secondo criteri professionali.

(* presidente dell’Associazione Giornalisti Salernitani)