IL REPORTAGE

L’inferno tra le auto per andare in spiaggia

In molti scelgono le uscite della Piana del Sele per raggiungere il Cilento. Ma il traffico è da bollino rosso: calvario dei turisti per godersi un po’ di sole

Le vie del mare sono finite. Per raggiungere i paradisi del Cilento, bisogna attraversare un purgatorio di lamiere e motori.
La statale maledetta. Malcapitato il turista che prende lo svincolo autostradale di Battipaglia per imboccare la strada statale 18. Non sa cosa lo aspetta, soprattutto nei primi due chilometri. È una mattina d’estate. Il sole splende e, fortunatamente, non è fine settimana. Il “meglio” infatti, accade tra il venerdì e la domenica sera. Chi non ha il condizionatore in auto, o non è fornito di una buona dose di pazienza, è meglio che desista. L’auto della Polizia stradale, di solito, è sotto al cavalcavia e blocca soprattutto coloro che, invece di procedere per la statale, proseguono verso il centro cittadino. I poliziotti, all’ombra, eseguono i controlli di routine. Ma sulla rampa o all’uscita non potrebbero posizionarsi neppure volendo. Rischierebbero, se fermassero un veicolo, di causare loro stessi un incidente. Salendo la rampa la coda è immancabile. Il traffico rallenta inesorabile a qualsiasi ora del giorno. Peggio nelle ore di punta, quando qualcuno, nonostante sia estate, continua faticosamente a lavorare ed è costretto a passare di lì. Sulla rampa le auto tentano di mantenere una corsia e rallentano nella discesa. Chi percorre la strada quotidianamente sa bene che, al termine, giungeranno veicoli da tutti gli incroci. Il punto peggiore è sicuramente quello all’altezza del parco Santese, dove è stato regolato l’accesso con il senso unico ma la singolare rotatoria provoca comunque ingorghi e rallentamenti. La visibilità è scarsa o nulla. E se l’incauto turista imbocca la rampa troppo velocemente, dovrà frenare bruscamente. Rischia di impazzire chi vuole immettersi sulla statale dalle stradine laterali. Maledicono ingegneri e istituzioni tutti coloro che hanno attività commerciali nei pressi. Svoltare per accedervi è un terno al lotto. Neppure in motocicletta si può evitare di rallentare, perché si rischia di essere stritolati. Sotto i caschi bollenti, i centauri, esasperati, sbuffano e lasciano rombare i motori.