l’inchiesta

SALERNO. Sono oramai trascorsi 34 anni dal primo condono edilizio. Ma, al Comune di Salerno - come in altri Enti della provincia - si va a rilento per disbrigare tutte le pratiche. Tant’è che sul...

SALERNO. Sono oramai trascorsi 34 anni dal primo condono edilizio. Ma, al Comune di Salerno - come in altri Enti della provincia - si va a rilento per disbrigare tutte le pratiche. Tant’è che sul tavolo ci sono ancora ben 6.689 istanze relative alla sanatoria del 1985. In totale, nella città capoluogo di provincia, su 17.300 pratiche presentate nel corso degli anni, restano da evaderne 8.049 che, una completato l’iter, porteranno nelle casse comunali all’incirca 27 milioni di euro. Non c’è che dire, un bel gruzzolo, che in tempi di magra, in cui per far quadrare il bilancio bisogna fare i salti mortali, sarebbe un bel tesoretto. È quanto emerge dal Secondo rapporto sul condono edilizio in Italia, realizzato dal Centro Studi Sogeea e presentato in Senato. Il dossier è stato realizzato creando appositamente una piattaforma web per agevolare il flusso dei dati provenienti dai Comuni. A ciascuno sono state fornite le credenziali necessarie per inserire sul portale i numeri relativi al proprio territorio: in totale, le amministrazioni che hanno contribuito alla redazione del Rapporto sono state 993. A rendere spesso difficoltoso l’accertamento dei dati anche per gli stessi uffici tecnici dei Comuni è la situazione degli archivi: solo nel 4,42% dei casi, infatti, ci si è potuti affidare ad un registro digitalizzato a fronte di un 59,77% di pratiche ancora totalmente in versione cartacea. Il restante 35,81% è rappresentato da archivi misti.
Gli altri Comuni del Salernitano. Non è che vada meglio negli altri Comuni della provincia. In molti casi, infatti, il carico di arretrati è veramente notevole, a discapito sia delle finanze pubbliche che di chi ha presentato richiesta di sanatoria, costretto a restare ancora nel limbo. In base a quanto rilevato da Sogea, infatti, tra i Comuni lumaca c’è Scafati, dove restano ancora 2.168 pratiche da lavorare sulle iniziali 4.650. Non è che vada meglio a Nocera Inferiore: qui le pratiche ancora in sospeso sono 1.084 rispetto alle 4.655 di partenza. Tra Comuni più virtuosi, che hanno quasi del tutto smaltito la mole delle istanze di condono edilizio, sono da segnalare Sala Consilina, dove ci sono appena 48 domande inevase su un totale di 2563 e Battipaglia (rimangono 174 istanze su 3.032 presentate).
I dati nazionali. A livello nazionale ci sono quasi 3 milioni di istanze tuttora da definire, relative al provvedimento legislativo 47/85 varato dal Governo presieduto da Bettino Craxi, mentre alle leggi del 1994 e del 2003 (Governi Berlusconi) sono riconducibili rispettivamente 810.367 e 610.592 pratiche. Il Comune di Roma guida la graduatoria, con ben 171.115, quattro volte Napoli (43.432). Se la Capitale, però, ha definito oltre il 70% dell’ammontare iniziale, il capoluogo campano ne ha evase meno della metà. Sul gradino più basso del podio troviamo Torino (24.564), che si attesta davanti a Milano (20.545), Fiumicino (20.254 unico Comune non capoluogo di provincia ad entrare nelle prime dieci posizioni) e Reggio Calabria (20.000, dato stimato fornito dall’amministrazione). Più staccate Arezzo (18.657), Catania (18.238), Prato (11.787) e Messina (10.087). Spostando lo sguardo sulle regioni, le primi cinque posizioni sono occupate da Campania (656.832 domande da portare a temine), Lazio (623.897), Sicilia (623.109), Piemonte (379.716) e Lombardia (316.715). La regione più virtuosa. L’Emilia Romagna si guadagna il titolo di territorio più virtuoso nella gestione delle domande di condono edilizio, visto che ben tre capoluoghi di provincia hanno evaso tutte le istanze presentate dai propri cittadini: Bologna, Ferrara e Ravenna. Discorso simile per il Nord-Est della penisola, che anche in materia di condono si conferma macroregione particolarmente operosa: Trento, Vicenza e Chioggia possono vantarsi di avere portato a termine l’esame delle domande presentate, al pari di Sondrio, altro capoluogo di provincia che ha esaurito le pratiche giacenti in archivio e a cui è stato assegnato il premio best practice 2019, ritirato dal sindaco Marco Scaramellini. In termini assoluti la Lombardia è la regione che ha concluso più istruttorie (1.633.116) e precede Piemonte (1.353.866), Lazio (1.014.644), Campania (784.828) e Sicilia (690.159).
Gaetano de Stefano
©RIPRODUZIONE RISERVATA.