FESTA DELL'UNITA'

L'appello del governatore campano Vincenzo De Luca al Pd: «Serve l’operazione verità su noi stessi»

Il presidente della Regione a Scafati critica i vertici del partito: «Abbiamo salvato l’Italia ma abbiamo perso. Lavoro e sicurezza, temi assenti»

Un’operazione verità per riconquistare l’Italia. Vincenzo De Luca lancia la nuova sfida al Pd dal palco della Festa de L’Unità di Scafati e chiede a tutti gli iscritti di recuperare la grande storia della sinistra. Il governatore della Campania conferma il passo delle ultime uscite, attaccando la classe dirigente “dem” e, allo stesso tempo, elogiando il lavoro svolto nell’ultima esperienza di Governo. «Abbiamo investito tre miliardi nella scuola per poi perdere tutto», spiega dopo aver ascoltato le analisi di militanti scafatesi, rappresentanti del mondo della scuola e il segretario cittadino dei dem, Michele Grimaldi . «Ci siamo inventati l’algoritmo e abbiamo mandato i 50enni precari del Sud a lavorare ad Alessandria. Questo è da dementi. Anche sugli appalti dissi che ci facevamo male. Con questo codice si hanno tempi troppo lunghi. Noi abbiamo salvato l’Italia e abbiamo perso. Questo Paese non riusciva a pagare le pensioni. Matteo Renzi aveva capito che doveva modernizzare l’Italia, ma la sfida l’abbiamo perduta. Su questo serve riflettere in maniera lucida ed è necessario ripartire da uomini e donne in carne e ossa. Basta con gli ideologismi. Abbiamo risorse umane e morali per rilanciare la battaglia, ma solo facendo un’operazione verità su noi stessi». Mettendo in campo, innanzitutto, idee e progetti per risolvere i problemi del Paese. A cominciare dall’occupazione al Sud: «Se il Pd non vara un piano per il lavoro può chiudere i battenti. Se non ci sono prospettive per i prossimi 10 anni è normale che la gente si aggrappi alle illusioni di uno che gli offre 2mila euro. Diventiamo il partito del lavoro, ma non clientelare e drogato. Al Sud non abbiamo recuperato 300mila posti di lavoro che avevamo in più rispetto a dieci anni fa, prima dell’inizio della crisi. Il partito è lontano dalla gente normale e tanti dirigenti sembrano venuti da Marte. E i militanti vivono come gli ebrei che si sentono stranieri in patria».

L’allarme sicurezza. A Scafati De Luca ritrova i fedelissimi del partito, dal segretario provinciale Enzo Luciano all’ex capostaff Nello Mastursi , fino al consigliere regionale Franco Picarone e ai sindaci Giuseppe Canfora e Michele Strianese . E l’affondo più duro lo fa, ancora una volta, parlando di sicurezza e migranti. «Il ministro Marco Minniti ha fatto un lavoro eccellente, ma la sicurezza comporta modifiche legislative ed è un tema complesso. Ecco perché abbiamo perso», dice. «La parola sicurezza il Pd non la pronuncia ed è intollerabile. Come partito abbiamo valori umani fondamentali come l’accoglienza e l’aiuto ai più deboli. Quando sulle nostre spiagge arrivano bambini soli o donne che hanno subito violenza in Libia non si puoi girare faccia dall’altra parte, devi allargare le braccia ». Tuttavia questa è solo un aspetto del problema: per De Luca, infatti, altrettanto importante è garantire sicurezza agli italiani. «L’altra parte del Pd non si accorge di una fetta di migranti che toglie serenità ai nostri cittadini. Questo è il dramma di chi vive i luoghi pubblici non di chi vive ai Parioli. Riconoscere l’errore è l’inizio della salvezza dice la Bibbia. Non possiamo colpevolizzare i padri di famiglia che vogliono stare tranquilli».

Il piano lavoro in Campania. «Da qui a tre anni devono essere assunti 10mila giovani laureati e diplomati nei Comuni della Campania - afferma - per questo ho chiesto ai sindaci di segnalarci le criticità delle proprie piante organiche. Il primo anno li manderemo a lavorare a costo zero. Non si può fare digitalizzazione dei servizi con dipendenti di 62 anni. Lo Stato non può rinunciare al lavoro».

Il nodo Scafati. De Luca ricorda le sue battaglie sindacali a Bagni al fianco dei contadini contro i padroni del latifondo e la camorra. «Abbiamo visto la camorra vera, non come i cantori della camorra di oggi. Questa è la terra di Amendola. Riapriremo l’ospedale a breve. Si sta lavorando nei reparti di analisi, dialisi e parte di radiologia. Si stanno individuando i locali dove allocale altri reparti e le sale operatorie. L’altro ieri abbiamo salvato anche cinque scuole che rischiavano di non aprire per problemi di staticità. Infine, partiranno a breve i lavori per la pulizia dei canali Bottaro e Casa Dodici: 50 milioni investiti per togliere 7mila metri cubici di rifiuti». Poi la chiosa su Monica Paolino , ex moglie del sindaco Pasquale Aliberti , indagata dall’Antimafia e consigliera regionale: «I problemi giudiziari sono competenza della magistratura».

Domenico Gramazio

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