L'INTERVENTO

"L’abbuffata alcolica" tra i giovani intossica al pari della droga

L’ennesimo episodio dell’altro giorno a Eboli di una16enne in ospedale dopo aver passato una seratacon amici a base di alcol, porta ancora una volta alla ribalta l’emergenza dell’abuso di alcol tra ragazzi. Questo caso si aggiunge a numerosi episodisegnalati questa estate, in feste su spiagge salernitane, di ragazzi minorenni soccorsi al limite del coma etilico. In Italia il 20% dei giovani tra i 15 e i 34 anni consuma frequentemente alcolici. Ogni anno l’intossicazione da alcol colpisce in Italia 700 mila ragazzi sotto i 25 anni: 180 mila minorenni, e il 15% degli interventi al pronto soccorso sono per gli under 14. L’uso di alcol è diffuso già in una fascia di età preadolescenziale, (11/15 anni), nonostante il divieto assoluto almeno fino ai 16 anni. Le conseguenzedell’abuso di alcol nei giovanissimi sono tanto più gravi quanto inferiore è la loro età: il sistemaenzimatico deputato al normale metabolismo epaticodell’alcol non si sviluppa prima dei 20 anni. Ilconsumo di alcol in Italia è ormai lontano dallatradizionale cultura mediterranea con consumi quotidiani e moderati di vino, di solito per accompagnare i pasti, e si avvicina sempre di più a modelli nord-americani e nord-europei, con assunzione di superalcolici fuori pasto, per lo più la sera e nel fine settimana in una sorta di “abbuffata alcolica” sballante e intossicante al pari di una droga. È il cosiddetto “binge drinking”: bere di seguito diversi tipi di alcolici ad alta gradazione in gran quantità e in un breve lasso temporale per raggiungere più rapidamente lo sballo, talvolta in vere e proprie gare goliardiche. In Italia una persona su 5 fa abituale e quotidiano consumo di bevande alcoliche già dagli 11 anni e le cattive abitudini dei genitori si trasmettono ai figli. Secondo l’Istat il 30,5% dei giovani tra gli 11 e i 24 anni con un genitore che abusa di alcol ha a sua volta un consumo di alcol eccedente. Se da un lato il coma etilico è una delle più gravi conseguenze dell’intossicazione acuta da alcol, che si può raggiungere anche solo con 2 bicchierini a stomaco vuoto, da un punto di vista medico i rischi più alti per la salute si corrono quando lo sballo etilico diventa abitudine: i danni sull’organismo oltre a manifestarsi in acuto cronicizzano, ponendo le basi per patologie causa di un’elevata mortalità, come la cirrosi epatica e altre gravi patologie del fegato, compresi i tumori. L’abuso alcolico può alterare le percezioni sociali e lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei giovani facilitando l’utilizzo illecito di droghe e l’assunzione di comportamenti a rischio, quali comportamenti sessuali promiscui con conseguente aumento della probabilità di malattie sessualmente trasmesse, oltre che aumento dell’aggressività, senza contare i rischi della guida in stato di ebbrezza, principale causa di morte tra i 15-24 anni. Ma perchè i giovani sentono questa necessità di ricorrere allo sballo alcolico? La ricerca del divertimento e dello sballo a tutti i costi, in contesti di socializzazione emulativa e di accettazione nel gruppo, il desiderio di perdere il controllo sulle proprie emozioni, sentimenti e stati psicologici negativi, il voler dimenticare problematiche e disagi: queste sembrano essere le principali ragioni alla base dell’abuso di alcol da parte dei giovani. Che risultano, dalle indagini e studi condotti, assolutamente ignari dei rischi che corrono. Cosa fare? Il proibizionismo - divieto di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni e l’obbligo di richiedere il documento di identità - non ha dato i risultati sperati. I controlli latitano e anche nei locali salernitani, come viene fuori dalla cronaca di questi giorni, le regole spesso non vengono rispettate. In Italia ai giovani resta facile accedere agli alcolici. Bisogna concentrarsi anche sul piano della prevenzione, attraverso l’individuazione precoce dei fattori di rischio e l’elaborazione di programmi di prevenzione mirata. Non è solo un problema dei nostri ragazzi e “da ragazzi”: riguarda tutti noi, genitori e società tutta.

*ordinario Patologia Generale Università “Federico II”