Killer incastrato dalle tracce biologiche 

Per i giudici “prove schiaccianti” contro il muratore di Vietri sul Mare condannato a 18 anni per l’omicidio di una prostituta

VIETRI SUL MARE . C’è un quadro probatorio schiacciante dietro la condanna di Carmine Ferrante, 38enne di Vietri sul Mare, riconosciuto colpevole dell’omicidio della prostituta diciannovenne Mariana Szekeres. Il muratore vietrese è stato condannato a 18 anni di reclusione al termine del giudizio abbreviato. Il gup del tribunale di Salerno, Gennaro Mastrangelo, nella motivazione della sentenza, ha rimesso insieme gli elementi dell’intero processo: dalla presenza di liquido seminale a lui riconducibile sul corpo della vittima, con un elevato indice di probabilità accertato dalla consulenza genetico-forense, all’accertamento della sua presenza nell’orario della consumazione del delitto con la ricostruzione dei suoi movimenti e dell’attività del cellulare, nell’intervallo tra le ore 23 del 30 aprile e mezzanotte e quaranta del 1 maggio 2016, arco temporale compatibile - secondo il giudice - con il rapporto sessuale e l’omicidio. Non rilevate tracce di altre persone. L’imputato si è rifiutato di sottoporsi ad accertamento probatorio di tipo genetico.
La prostituta originaria dell’Est Europa, accompagnata sul litorale dal marito per prostituirsi, venne rinvenuta cadavere solo a distanza di circa quindici giorni. Il corpo era pieno di larve e in via di decomposizione, occultato da fogliame e fronde. Era stato trascinato per i piedi in una zona non lontana dallo stadio Arechi di Salerno. L’esame autoptico non riuscì ad individuare con precisione la causa della morte per le condizioni del cadavere, limitandosi a descrivere le modalità violente dell’omicidio.
L’imputato, come emerso dalla ricostruzione degli inquirenti, conosceva la vittima. Tra loro c’erano stati pregressi contatti telefonici. La scomparsa della 19enne fu denunciata dalle amiche che, come lei, si prostituivano. Il corpo fu rinvenuto il 15 maggio grazie alla segnalazione di un passante che aveva avvertito un forte odore di putrefazione lungo via dei Carrari, nell’area industriale di Salerno. In particolare aveva notato una gamba sporgere dalle fronde. Il muratore vietrese era per il giudice in grado di intendere e volere. Inoltre, a suo carico, c’erano precedenti di minacce con coltello contro altre prostitute.
Originario della frazione di Dragonea, Ferrante era già finito in carcere per l’assassinio di Nikolova Temenuzhka: la prostituta, di nazionalità bulgara, che lavorava sulla statale di Pagani, uccisa la notte tra il 12 e il 13 agosto 2016. Per questo delitto, il muratore (difeso dagli avvocati Agostino De Caro e Bernardina Russo) è stato condannato in Appello a 20 anni di reclusione. Anche in questo caso il corpo fu abbandonato e ritrovato in una zona rurale della periferia, nelle sterpaglie alle spalle del cimitero comunale.
Alfonso T. Guerritore
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