«Io, detective privato a caccia dei ludopatici» 

Gallo segue da anni mariti e figli che sperperano soldi in scommesse e grattini «Dal famoso imprenditore al ragazzino della Salerno-bene: sono tutti schiavi»

«Sempre più mogli ci danno incarico di seguire i loro mariti; e lo stesso accade per i figli...». Marco Gallo, investigatore privato, e socio onorario della fondazione antiusura “San Giuseppe Moscati”, da sempre è impegnato nella lotta al gioco d’azzardo. «Negli anni, sono sempre più le mogli e in generale i familiari di ludopatici che ci incaricano di seguire i loro congiunti per comprendere il motivo della dissipazione di interi patrimoni – dice il detective - Di solito, una moglie non sa spiegarsi la sparizione anche di mille euro a settimana e crede che il marito li stia spendendo con altre donne o in altri vizi tradizionali. Ma seguendoli scopriamo che quei soldi non li dissipano in relazioni extraconiugali ma con le slot machine o in gratta e vinci».
Tra la ventina di casi trattati da Gallo nel 2018 e i cinque dall’inizio dell’anno, racconta quello di un imprenditore dell’Agro nocerino: «La moglie di un amministratore di un’importante società di trasporti merci non si rendeva conto come mai sparissero i soldi guadagnati dal marito – dice Gallo – ci diede così l’incarico di seguirlo. Con una serie di appostamenti scoprimmo che l’uomo ogni giorno accompagnava i figli a scuola e si fermava in un tabacchi a giocare con il gratta e vinci anche dai 20 ai 50 euro a volta. Poi, attorno a mezzogiorno ritornava di nuovo a giocare nello stesso posto e con le stesse modalità. Riscendeva subito dopo pranzo e già alle 14,30, prima di tornare in azienda, si fermava al solito tabacchi per acquistare altri tagliandi o giocava al lotto istantaneo. In questo modo dilapidava fino a 150 euro al giorno, per quattro o cinque volte la settimana». Nei giorni in cui l’agenzia investigativa di Gallo ha seguito l’imprenditore questi non ha mai vinto tranne qualche caso un gratta e vinci da 5 euro che poi ha immediatamente rigiocato acquistando un altro ticket e riperdendo tutto.
«In pochi mesi c’è chi ha dissipato centinaia di migliaia di euro – sottolinea Gallo – perdendo anche la casa. Si tratta di persone apparentemente normali ma che sono totalmente schiavi di questo problema e da cui ne escono solo grazie all’aiuto dei familiari e di psicoterapeuti. E di casi del genere a Salerno ce ne sono moltissimi, visto che è tra le capitali del gioco d’azzardo in Italia».
Le scommesse e i giochi d’azzardo sono sempre più diffusi tra i giovani, anche minorenni, della provincia di Salerno. «Abbiamo seguito quattro ragazzi tra la fine del 2018 e questi primi mesi del 2019, su incarico dei genitori – spiega l’investigatore privato - Già tra i giovani è sempre più diffusa la nomofobia, l’impossibilità di staccarsi dai social media e in generale dall’uso del telefono cellulare; ma ora gli smartphone sono utilizzati pure per giocare on line. Abbiamo scoperto in più casi, ragazzi per lo più figli di buona famiglia salernitane, intrattenersi per ore ai poker on line, dove si entra a far parte di una comunity di giocatori reali ma sconosciuti, scommettendo solitamente con carte di credito». A giocare al poker on line sono molti ragazzi tra i 16 ai 24 anni: «Alcuni genitori che non capivano come mai i ragazzi spendessero tanti soldi. Così abbiamo scoperto che si riunivano con vari amici davanti ad alcuni bar e, coi loro cellulari, giocavano al poker on line, perdendo centinaia di euro al giorno. Alcuni ragazzi hanno chiesto aiuto anche alla Fondazione per rientrare dei debiti ma sono poi spariti perché non volevano coinvolgere i genitori nel percorso di rieducativo».(s.d.n.)
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