IL COMMENTO

Innovazione e servizi efficienti: così Salerno tornerà a crescere

di Alessandro Turchi

I furti di questi mesi al cimitero di Salerno, con la conseguente contromossa dell’Amministrazione comunale, che ha ingaggiato guardie private a protezione del luogo sacro, è uno di quegli eventi simbolici che dà la misura dello stato delle cose. Questo episodio ha infatti riportato agli onori della cronaca i destini della città in questo strano periodo, in cui sembra latitare la chiarezza d’intenti sulle linee di azione e sugli obiettivi, anche di sviluppo economico, da perseguire.

In tanti ultimamente hanno la sensazione di un momento generale di rilassatezza, con i cittadini un po’ assuefatti dall’andazzo e con chi ci governa che sembra distratto o in altre faccende affaccendato. Dicevamo della misura dello stato delle cose, in questo caso vogliamo far riferimento al livello alto di microdelinquenza, fra auto rubate, atti di vandalismo, furti di computer nelle scuole e tanti episodi che avevamo dimenticato e che ci riportano con la memoria ai tristi anni settanta e ottanta.

Nello stesso tempo la misura è data anche da un decadimento generale dei valori etici, se neanche un cimitero è più zona franca dalla criminalità. E la misura, infine, è quella di una amministrazione comunale per certi versi colta alla sprovvista e costretta ad installare quindici telecamere in un cimitero, dopo essersi rivolta ai vigilantes privati per la tutela delle tombe. Il tutto, come dicevamo, si inquadra in un momento storico in cui è in atto un abbassamento generale del livello di difesa rispetto al vivere civile, all’educazione, al perseguimento delle regole di convivenza, fossero anche solo quelle della pulizia delle strade e delle auto in doppia fila.

A tutto questo si accompagna un dibattito stantio su aspetti e vicende antichi, come quello sul Crescent, oramai stabilmente abitato da tante famiglie o quello sulla necessità o meno dell’aeroporto di Pontecagnano, quasi che le infrastrutture per un turismo che deve decollare a tutti i costi siano inutili orpelli.

C’è la necessità palese di riaprire una discussione, di tornare ai fasti di un passato neanche tanto lontano, in cui prima ancora delle azioni concrete erano le idee e gli entusiasmi che le accompagnavano a trascinare in avanti questa città. Salerno si deve evolvere, deve uscire da questo momento di appannamento dopo gli anni della evoluzione e della riqualificazione deluchiana, delle ambizioni e della visibilità nazionale. Questa città deve cominciare a volare oltre l’esistente, schiacciando l’acceleratore della crescita e sintetizzando le nuove aspirazioni con due semplici parole d’ordine, imprescindibili in questi anni di forte competizione: innovazione e servizi efficienti.