L’impianto di depurazione 

Indagato il sindaco Palumbo Sequestrati 1518 dischetti

CAPACCIO PAESTUM. Si è svolto ieri mattina un sopralluogo presso l’impianto di Varolato, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Salerno sulla dispersione, in diversi punti della costa...

CAPACCIO PAESTUM. Si è svolto ieri mattina un sopralluogo presso l’impianto di Varolato, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Salerno sulla dispersione, in diversi punti della costa tirrenica, di migliaia di dischetti utilizzati per la depurazione. Ne è seguito un tavolo tecnico al quale hanno preso parte il Ctu nominato dal tribunale, Paolo Massarotti, i tecnici dell’impianto egli uominni della Capitaneria di porto. Sono stati chiesti chiarimenti in merito alle cause del cedimento e della relativa dispersione in mare dei dischetti; ispezionate le vasche di depurazione. È stata inoltre chiesta una documentazione tecnica che l’impresa che gestisce l’impianto dovrà rendere disponibile al consulente entro giovedì, quando si terrà un ulteriore incontro e il secondo sopralluogo. Al termine, i due verbali verranno consegnati alla Procura di Salerno che dovrebbe quindi prendere gli opportuni provvedimenti del caso, in ordine agli avvisi di garanzia da recapitare agli indagati.
Al momento, il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Palumbo, risulterebbe l’unico denunciato, visto che l’impianto è di proprietà comunale. Un atto dovuto quindi, sebbene c’è da precisare che da Palazzo di Città non confermano che sia intervenuto tale provvedimento. Nel contempo, nella mattinata di ieri, la Capitaneria ha proceduto al sequestro di 1.518 dischetti, che sono stati reperiti all’interno dell’impianto. Sono stati sentiti dagli inquirenti, a sommaria informazione, i tecnici dell’impresa che ha in gestione l’impianto.
Sulla vicenda Varolato è intervenuto lo stesso Palumbo, che afferma: «Quello che è successo al depuratore ha davvero del paradossale perché riguarda due interventi “migliorativi”, oggi in fase di collaudo, che dovevano garantire una migliore attività di depurazione. Sembra, addirittura, che ci possano essere degli aspetti inquietanti dietro questi fatti, dove l’Amministrazione è solo parte lesa». Nega l’ipotesi inquinamento: «Tutte le attività di monitoraggio e di analisi delle acque sono positivi» e ipotizza che i dischetti ritrovati non provengano tutti dal depuratore di Capaccio.
Andrea Passaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA .