Imprese “digital”: Salerno a quota 67% 

Il dossier della Camera di commercio: in provincia aumentano le aziende che investono nella trasformazione tecnologica

La maggior parte delle imprese salernitane oramai è digitalizzata. Lo certifica la Camera di commercio di Salerno, che ha investito tempo e risorse per favorire la transizione accelerata dalla pandemia. Tant’è che dai dati “Excelsior” emerge che nel 2021 il 67,4% delle imprese della provincia ha dichiarato di avere investito nella trasformazione digitale, a fronte del 63,1% nel periodo 2016-2020. Un traguardo raggiunto grazie alla partnership che l’Ente camerale ha realizzato con l’Università “Federico II” di Napoli, attraverso il progetto “PidMed” (Punto Impresa Digitale Mediterraneo), che ha consentito di trasferire alle imprese coinvolte le competenze esistenti nell’ateneo, grazie a un percorso, in prima battuta di tipo informativo, poi formativo e in molti casi applicativo.
Le misure finanziarie a supporto alla trasformazione digitale delle aziende, sono state utilizzate da 423 imprese della provincia e, tra queste, 255 sono rientrate nella progettualità “PidMed”. Inoltre 489 imprese hanno usufruito degli strumenti per misurare la propria maturità digitale, mentre 469 hanno effettuato il bilancio delle competenze digitali. Infine, 140 sono state le azioni di orientamento verso il competence center e altre strutture di ricerca: rilevazione e analisi del fabbisogno “digitale” dell’impresa da parte del gruppo “PidMed” e avvio verso il team di ricerca e sviluppo per la messa a punto della soluzione. «Le imprese salernitane hanno dimostrato un livello altissimo di resilienza nell’affrontare l’emergenza sanitaria da Covid-19 - evidenzia il presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno, Andrea Prete - introducendo cambiamenti in ambito organizzativo e investendo in diversi aspetti della trasformazione digitale. Il ruolo dell’Ente camerale è stato quello di creare un gruppo di consulenza misto, formato da operatori del sistema camerale e di ricercatori esperti, coordinati da Alex Giordano, che ha fatto da supporto per misurare la maturità digitale delle imprese, capire le reali esigenze delle stesse e veicolarle verso gruppi di ricerca appropriati e, soprattutto, verso i giusti investimenti. I risultati raggiunti sono entusiasmanti, ed è volontà della Cciaa di Salerno continuare a investire nella trasformazione digitale delle imprese, con particolare riguardo alle dinamiche della trasformazione ecologica e della sostenibilità». Raggiungere l’obiettivo non è stato semplice perché, come sottolinea Giordano, «la proposta di introdurre tecnologie 4.0 in un territorio caratterizzato per oltre il 90% da micro-imprese è passata attraverso la mediazione di uno staff di persone fantastiche, adeguatamente formate, che hanno incontrato gli imprenditori presso le loro aziende, hanno ascoltato le loro storie e hanno fatto da ponte tra le soluzioni mappate presso i centri di ricerca coinvolti e le criticità evidenziate in autonomia dagli imprenditori».
Il docente aggiunge che «su queste criticità specifiche sono state co-progettate le soluzioni accolte dalle imprese, proponendo soluzioni semplici, come tecnologie open source e sistemi (meno costosi) di retrofitting (misure per installare parti nuove o aggiornate su macchinari vecchi)».
Gaetano de Stefano
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