LE ELEZIONI

Il voto in Gran Bretagna apre la bufera nei Tory

La May arretra, il parlamento resta "appeso"

LONDRA - Una mezza vittoria che ha tutto il sapore di una sconfitta: la premier britannica, Theresa May, ha perso la sua scommessa sulle elezioni anticipate che hanno tolto ai conservatori la maggioranza assoluta e consegnato al Paese un Parlamento appeso che indebolisce Londra in vista del negoziato sulla Brexit. I risultati definitivi (manca una sola circoscrizione) assegnano ai conservatori 318 seggi, otto in meno dei 326 necessari per governare, contro i 261 dei laburisti di Jeremy Corbyn che ne guadagnano 32. Un dato molto lontano dai sondaggi che avevano indotto la May a convocare le elezioni, il 18 aprile, e di 13 seggi inferiore al risultato di David Cameron nel 2015. Persino Amber Rudd, ambizioso ministro dell'Interno della May, è stata rieletta per appena 300 voti. Al termine di una consultazione con un 68,72% di affluenza, la piu' alta dal 1997, lo scenario è di totale instabilità.

La May ha detto che il suo dovere è "garantire stabilità al Paese" e ha fatto filtrare che non ha alcuna intenzione di dimettersi. Anzi, Downing Street ha fatto sapere che alle 13,30 italiane sarà dalla regina per la formazione del governo. Si guarda a un esecutivo sostenuto dal Dup (unionisti nord irlandesi) che hanno 10 seggi. I liberal-democratici hanno fatto sapere che non faranno accordi di coalizione, quindi nessun ripetizione dell'esecutivo Cameron-Clegg del 2010-2015 (proprio l'ex leader Clegg, peraltro, ha perso il suo seggio). Il leader dell'Uki, Paul Nuttal, si è dimesso dopo aver perso l'unico seggio degli indipendentisti a Westminster e ha attaccato la May per aver "messo in pericolo la Brexit". Corbyn, invece, rieletto nella sua Islington North a Londra, ha chiesto le dimissioni della premier e ha assicurato che "il Labour è pronto a servire il Paese". Il leader laburista ha detto che i negoziati sulla Brexit devono andare avanti mettendo al primo punto la difesa dei posti di lavoro.

Si preannuncia una resa dei conti interna nei Tory: George Osborne, ex cancelliere dello Scacchiere silurato nel 2016, ha sollecitato un passo indietro della premier e ha attribuito la sconfitta al "catastrofico manifesto" elettorale. Liam Fox, segretario al Commercio, ha auspicato una riflessione nel partito. Non è escluso che nei prossimi giorni la May possa consegnare la guida del governo a un altro conservatore, forse il ministro degli Esteri, Boris Johnson. I mercati non sembrano spaventati dall'incertezza degli scenari post voto. Londra apre in rialzo mentre la sterlina continua a ritoccare i minimi dallo scorso aprile scendendo fino a 1,2650 sul dollaro e 0,883 sull'euro. Il 19 giugno si deve riunire il nuovo Parlamento ed è previsto il Queen's Speech, l'annuale "discorso della regina" che presenta il programma del governo. Lo stesso giorno sarebbe in programma l'avvio del negoziato sulla Brexit fra Ue e Gran Bretagna, ma a questo punto è probabile un rinvio.