IL meet up amici di beppe grillo 

«Il teatro Verdi costa troppo» 

Le spese del Massimo cittadino a confronto con la Scala e Bologna

Il Comune di Salerno, per il teatro Verdi, incasserebbe molto meno di quanto spende e la gestione non avrebbe «un ritorno per la città». L’attacco alla gestione del Massimo è in un dossier del meet up Salerno degli Amici di Beppe Grillo, corredato da cifre e uno studio comparato con la Scala di Milano e il teatro comunale di Bologna, entrambi in attivo. Due enti lirici gestiti da fondazioni municipali, a differenza del Verdi. Palazzo di Città per quest’anno, ha destinato 3,5 milioni all’attività del teatro, la cui direzione artistica è affidata da un decennio a Daniel Oren. Una media di circa 700mila euro ad opera, che sono 5 in un cartellone di 15 spettacoli. Scelte onerose, anche calcolando entrate ed uscite degli anni scorsi, stando agli atti rinvenuti nell’albo pretorio del Comune. Secondo il documento, nel 2015 il passivo sarebbe di 1.9 milioni e nel 2014 di 2 milioni. Si tratterebbe di un rosso virtuale, perché il Verdi non ha un bilancio autonomo e spese e ricavi rientrano nelle casse comunali. Viceversa, con un contributo di 6,4 milioni, nel 2016 alla Scala si sono allestiti 197 spettacoli, tra rappresentazioni d’opera e balletto e concerti sinfonici (erano 226 nel ciclo 2015.) «Per il ciclo Grandi Spettacoli per Piccoli – si legge nel dossier – si sono realizzate 34 rappresentazioni di 3 titoli di opera, 4 recite per 1 titolo di balletto e 6 concerti, oltre a 9 concerti di musica da camera, 8 recital di canto e ulteriori 3 manifestazioni a borderò, per un totale di 261 aperture di sipario (nel 2015 erano state 270). Particolarmente intensa nel 2016 anche l’attività in tournée all’estero, ove sono state realizzate 5 recite di opera, di cui 2 in forma di concerto, 26 recite di balletto e 5 concerti, per un totale di 36 aperture di sipario in tournée (nel 2015 erano state 10)». Il massimo milanese ha chiuso il consuntivo 2016 con un avanzo di 128mila euro. Il comune di Bologna ha invece erogato 2,7 milioni nel 2015 e 2,5 nel 2016, oltre ad un contributo straordinario di 1,8 milioni per garantire il pareggio dell'esercizio 2016 e la sostenibilità del piano di risanamento. La fondazione del teatro comunale felsineo ha fatto registrare, per il 2016, un utile di 312mila euro e, l’anno precedente, una perdita di 1,2 milioni. Il Verdi non riuscirebbe invece, a tenere in equilibrio spese ed introiti, pur beneficiando di cospicui finanziamenti della Regione e del Mibact. «Non giudico la cifra rispetto ad un’attività che rientra nella gestione di attività culturali – afferma Francesco Virtuoso, curatore della ricerca – ma ritengo pessimo che non ci sia un ritorno per la città. Per i servizi non sono coinvolte imprese del territorio, e non viene svolta attività di formazione per i giovani». «Si prende atto – afferma il consigliere regionale Gennaro Saiello – che la valorizzazione della cultura e la tanto millantata politica ad investire in cultura è fallimentare perché si investe in canali che fanno acqua da tutte le parti». (g.r.)
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