I DISSERVIZI

Il medico dell’Asl è in ferie: odissea per l’ossigeno a Salerno

Annullate le visite domiciliari che autorizzano la fornitura delle bombole

SALERNO - «Abbiamo vissuto un’odissea, non si possono lasciare i pazienti che necessitano di ossigenoterapia continua senza assistenza e costringerli a sottoporsi ad estenuanti processi burocratici che altro non fanno che peggiorare lo stato di salute già di per sé precario». Sono le parole di Paola L., quarantenne salernitana che, nei giorni scorsi, ha fatto i conti con una vicenda che ha dell’incredibile e che ha interessato la suocera settantenne, costretta a vivere su una sedia a rotelle a causa di una patologia invalidante. «Sono circa dieci anni che mia suocera, oggi 73enne soffre di fibrosi polmonare causata da una sclerodermia - esordisce Paola - Una malattia degenerativa che con il tempo l’ha costretta a rimanere su una sedia a rotelle non perché sia inferma ma perché necessita costantemente della somministrazione di ossigeno per poter respirare e vivere. Ogni cosa che può apparire semplice, come alzarsi dalla sedia a rotelle per sedersi affianco su una sedia, è causa di affanno e crisi respiratoria che non consente ulteriori terapie d’intervento se non la somministrazione dell’ossigeno, che è vitale per la sua sopravvivenza e non un ausilio medico ulteriore per respirare meglio». Paola e la sua famiglia hanno attivato con l’Asl una speciale procedura grazie alla quale tutte le visite indispensabili per la patologia vengono espletate a domicilio. Lo stesso dicasi per la consulenza pneumologica che, insieme all’emogasanalisi arteriosa sistemica (che serve per misurare la quantità di ossigeno ed anidride carbonica presenti nel sangue) permette la prescrizione dell’ossigeno che poi viene fornito a domicilio da ditte specializzate. Fin qui tutto regolare, se non fosse che, complici le ferie d’agosto, il medico che si recava a domicilio per il rinnovo della fornitura dell’ossigenoterapia non è risultato disponibile. «Siamo rimasti basiti - continua Paola - quando ci siamo recati al presidio di via Vernieri e ci è stato detto che non era possibile rinnovare la fornitura dell’ossigeno perché il medico che solitamente si recava da mia suocera era in ferie. Abbiamo chiesto spiegazioni, immaginando la presenza di un eventuale sostituto che potesse fare le veci di chi, giustamente, era in vacanza, ma ci è stato risposto che purtroppo c ’era poco da ragionare, bisognava risolvere in un modo diverso, altrimenti, scaduta l’autorizzazione, ci saremmo dovuti arrangiare con la fornitura di ossigeno da prendere in farmacia, che non necessita di autorizzazione dell’Asl m a è di contenuto ridotto rispetto a quello utilizzato da mia suocera. 11 che significava riempire la casa di bombole di ossigeno che sarebbero durate pochissimo, considerato il fabbisogno giornaliero. Ci è stato anche detto che avremmo dovuto organizzarci per tempo, anticipando anche di un mese il rinnovo, ma non è mai stato così nel corso degli anni; anzi, ogni qualvolta abbiamo anticipato la richiesta di rinnovo, siamo stati rispediti al mittente. Ad ogni modo, l’unica soluzione prospettata è stata quella di caricare in m acchina mia suocera e portarla all’ospedale “da Procida” dove, dopo la visita e l'emogasanalisi, le sarebbe stata concessa la proroga alla famosa autorizzazione». È quello che la famiglia ha fatto, con tutte le difficoltà del caso. «Ma quello che mi chiedo - conclude Paola L .- è come sia possibile che non esista o che non sia disponibile un medico sostituto del titolare, che possa svolgerne le funzioni a domicilio in presenza di pazienti invalidi? E se non ci fossimo stati noi, che cosa sarebbe successo?»