POLITICA

Il “manifesto” di Calenda divide i dem salernitani

Favorevole il sindaco di Bellizzi, Volpe: «È necessario trovare l’unità del partito». Per Conte (Leu): «Va guardato con attenzione»

SALERNO - Mentre il Partito democratico è alla conta dei voti al “primo turno” delle primarie, nel centrosinistra si apre il dibattito sull’Europa e soprattutto sul primo grande test elettorale per il Governo gialloverde e per gli scampoli del centrosinistra. Che, per dirla con il governatore della Campania Vincenzo De Luca, ad oggi non ha saputo ancora analizzare le ragioni dello tsunami che alle scorse Politiche ha spazzato via politiche e partiti. Il punto di dibattito sembra essere quello di porre un argine ai sovranismi, che in tutta Europa, sono diventati il carburante di un cambiamento che non piace al centrosinistra ma che sembra essere gradito a una parte dell’elettorato, che lo sta alimentando. Se il Pd, a trazione Martina, sembra ancora frastornato al suo interno, l’Europa sembra essere il nodo attorno al quale ricostruire. In questo il “manifesto” lanciato dall’ex ministro Carlo Calenda è forse l’elemento attorno al quale la sinistra deve iniziare a ragionare. In provincia di Salerno le adesioni manifestate sono ancora rarefatte. L’unico che ammette di averlo firmato è il sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe «perché c’è bisogno di unire il partito e mi sembra un punto di partenza significativo». Per Volpe, ora, «è il momento di ritornare ad essere uniti» e il riferimento è anche allo “scisma” che polverizzò i democrat di Matteo Renzi, e il manifesto di Calenda «al quale l’adesione è individuale a prescindere dal partito» è sicuramente «un punto sostanziale di partenza». Un manifesto che ha già messo d’accordo il segretario uscente del Pd, Maurizio Martina e il governatore del Lazio e competitor alla segreteria dem, Nicola Zingaretti; l’ex premier Paolo Gentiloni ma anche l’ex ministro degli Interni Marco Minniti e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, l’anima più dialogante di Leu. Anche il parlamentare Federico Conte (Leu) strizza l’occhio al manifesto «è un passo avanti e va guardato con attenzione » dice.