Il Porto di Salerno

I RITARDI DELLA POLITICA

Il Governo non fa i nomi, le Zes non partono in Campania

In ballo investimenti al porto di Salerno e nell’area di Battipaglia. Scatta l'interrogazione di De Luca jr

La Zona economica speciale in Campania è ancora ai box. Colpa della burocrazia o, più specificatamente, delle lungaggini governative. Il nuovo esecutivo, targato Lega e Movimento 5 Stelle, infatti, non ha ancora nominato i propri rappresentanti nel Comitato d’indirizzo della Zes campana, l’organismo chiamato ad occuparsi della gestione operativa delle Zone economiche speciali. All’appello mancano sia le designazioni del rappresentante della presidenza del Consiglio dei ministri che del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La Regione Campania, invece, ha già da tempo colmato la casella spettante all’Ente, nominando il proprio rappresentante (il presidente di Confindustria Caserta, Luigi Traettino) lo scorso 28 marzo, allorquando è stato approvato il Piano di sviluppo strategico della Zes. Oltre a questa “dimenticanza”, inoltre, il Governo deve pure dare risposte concrete riguardo ad un aspetto normativo: la mancata emanazione del provvedimento riguardante le semplificazioni amministrative e burocratiche riservate alle imprese che decideranno di insediarsi nelle perimetrate aree ricadenti nella prevista Zes. Dunque mentre la Regione ha completato tutto l’iter è attende solo il via libera per poter finalmente partire, da Roma tirano il freno, non si sa ancora se consapevolmente o per ritardi procedurali. Proprio per far luce su quello che, a lungo andare, sta diventando un vero e proprio “mistero”, il deputato del Partito democratico, Piero De Luca, ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro alle Infrastrutture, chiedendo di sapere «quali sono le ragioni di questo ritardo e quali iniziative intenda assumere al fine di superare questo grave impasse, in tempi rapidi, considerato che tale ritardo sta determinando la paralisi della Zes Campania quale strumento strategico per rilanciare le aree retro-portuali di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia, territori dove permangono gravi problematiche occupazionali e che invece attraverso la Zes potrebbero richiamare investimenti a supporto delle ottime perfomance degli scali marittimi interessati». Senza questi passaggi, d’altronde, non è possibile andare avanti e la Regione non può procedere alla nomina, attraverso un decreto del presidente, della cabina di regia, costituire una struttura interna che si occupi della Zes e procedere all’accordo con Invitalia relativo alla gestione degli investimenti. Senza la discesa in campo del Governo, quindi, tutto si blocca e non si può continuare la procedura per far partire le Zes. Ritardi che s’accumulano uno dopo l’altro e che fanno sì che le Zone economiche speciali in Campania restino ancora ferme al palo. E questo nonostante la Regione Campania si sia mossa in netto anticipo rispetto alle altre, bruciando i tempi, in virtù del lavoro dell’ex assessore, Amedeo Lepore. Lepore, messa da parte la politica e tornato alla sua attività principale di professore ordinario dell’università della Campania e di membro del comitato di presidenza della Svimez, fino a quando è rimasto nella Giunta regionale è stato colui il quale ha lavorato per ottenere il nulla osta per le Zes. E, quindi, ha contezza sia dell’iter burocratico ma, soprattutto, dell’impatto che le Zone economiche speciali potranno avere con il tessuto imprenditoriale campano. «In tanti aspettano che parta la Zes – puntualizza Lepore – a partire dagli imprenditori fino ad arrivare agli investitori, come le banche. C’è un grande interesse e naturalmente si tratta d’investimenti di grande portata, quindi bisogna guardare a grandi progetti. Se si fa la semplificazione e si procede nell’attuazione credo che la Zes possa essere uno degli strumenti, ma non l’unico, importanti per il rilancio economico della Campania. Perciò mi auguro che il Governo non perda ulteriore tempo e, infine, penso che un coordinamento delle Regioni del Mezzogiorno possa essere d’aiuto a fare andare avanti le Zes».

Gaetano de Stefano

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