Il castello abbandonato Un oltraggio alla storia 

Negli anni nessun intervento di restauro, accesso interdetto e vandali in azione In tanti ne auspicano il recupero. Escluso dai progetti candidati ai fondi “Psr”

Castello di Sant’Adiutore, accesso interdetto se non durante gli eventi e le manifestazioni folkloristiche e intanto la struttura resta abbandonata a se stessa. I cittadini della zona chiedono ora un intervento risolutivo e di carattere permanente per restituire al patrimonio storico dell’intera comunità metelliana (e non solo) quel simbolo di cavesità che dalla cima del colle sorveglia l’intera valle.
Se in tempi non sospetti c’era stato anche modo di intervenire con restauri e miglioramenti dell’imponente edificio e di alcune sue parti, sembra si sia arenato il progetto di rilancio definitivo di una delle attrattive turistiche più antiche del territorio. Lo scenario che appare oggi agli occhi di chiunque si avvicini a quel cancello, intenzionato a percorrere il sentiero che porta al castello è di per sé eloquente: un lucchetto che interdice il passaggio, nessun cartello segnaletico o insegna che racconti la storia di quelle mura, nessun tipo di valorizzazione culturale se non in quelle poche occasioni in cui il bastione viene aperto per le manifestazioni fisse del calendario degli eventi cittadini.
E nel frattempo il castello soffre da anni l’incuria e il vandalismo. Addirittura, qualche anno fa, ignoti trafugarono una delle secolari campane mentre nell’aprile del 2016 si scoprì che alcuni vandali avevano distrutto completamente un pezzo della cinta muraria. Rassicurazioni a riguardo sono arrivate in più di qualche occasione dall’amministrazione che starebbe valutando l’idea di affidare la gestione della struttura ad alcune associazioni del territorio che in passato hanno già dimostrato di tenere a cuore il benessere dell’intera frazione ripulendo autonomamente la storica scalinata di Campitiello, e che più volte hanno rappresentato la volontà di rendere vivibile il castello per tutto l’anno e liberare così l’amministrazione da alcune incombenze che riguarderebbero la manutenzione o la pulizia.
L’idea è quella di un’apertura part-time del Castello, poche ore al giorno per due o tre giorni a settimana. Il problema restano i fondi: Tuttavia, nonostante qualche finanziamento ci sarebbe (come i fondi ministeriali PSR), nell’elenco dei progetti candidati proprio quello di Sant’Adiutore non figura; presente invece nella lista dei progetti potenzialmente finanziabili con i fondi di rotazione del POC Campania.
Giuseppe Ferrara
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