Il calice del contagio C’è l’escalation di casi 

Positive altre 9 persone in rapporti coi catecumeni fra Picentini, Diano e Piana L’agghiacciante ipotesi: ad Atena Lucana avevano bevuto dalla stessa coppa

SALERNO. L’agghiacciante ipotesi di una bevuta, tutti insieme, dallo stesso calice. Sarebbe questa la scintilla del contagio di numerose persone che hanno partecipato negli scorsi giorni al raduno di neo catecumenali svoltosi a fine febbraio ad Atena Lucana e che, di fatto, ha sviluppato il primo focolaio di coronavirus nel Salernitano, fra i territori del Vallo di Diano, dei Picentini e della Piana del Sele. Dopo il decesso all’ospedale di Battipaglia di un 76enne residente a Bellizzi, prima vittima del Covid-19 in provincia, il numero dei contagiati cresce: alla moglie dell’anziano e a cinque persone di Sala Consilina risultate positive già venerdì, il bollettino di ieri conta una crescita esponenziale dei contagi legati solo a quel ritiro spirituale. Sono sei i nuovi casi a Sala Consilina, altri singoli si contano ad Atena Lucana, Eboli, Bellizzi. Nove nuovi infettati a cui si aggiungono i precedenti per un totale di tredici casi riconducibili all’incontro tenuto presso un albergo di Atena Lucana, dal 28 febbraio al primo marzo. Una tre giorni di preghiera e riflessione, svolta quando già l’emergenza coronavirus era esplosa in tutt’Italia, su cui adesso si sta provando a fare luce: avanza, infatti, l’ipotesi che i partecipanti al raduno (17 fedeli e tre parroci) abbiano bevuto da uno stesso calice nel corso di una celebrazione religiosa. Un modo che, dunque, avrebbe permesso al virus di diffondersi e attaccare le persone con grandissima facilità. Creando, adesso, due differenti focolai nel Salernitano che preoccupano molto.
Il Diano nella paura. È salito a 12 il numero dei contagiati da Covid-19 nel Vallo di Diano: ieri è arrivato l’esito dei tamponi effettuati sulle persone che hanno preso parte al raduno di neocatecumenali svoltosi ad Atena Lucana e ai cinque positivi di due giorni fa se ne sono aggiunti altri sei. Sono 11, dunque, le persone infettate dal virus tutti residenti a Sala Consilina tranne un uomo di Atena Lucana del gruppo di preghiera. Attualmente in ospedale a Napoli c’è un uomo di Sala Consilina portato prima a Polla in isolamento e poi trasferito nel capoluogo partenopeo: le sue condizioni non destano preoccupazione.
Denunciato un contagiato. Ieri è stata fatta anche la prima denuncia nei confronti di una persona positiva che, nonostante l’obbligo di quarantena, è stata sorpresa mentre era in strada: si tratta di un uomo intercettato mentre si recava in un terreno nei pressi della sua abitazione a Sala Consilina. L’uomo è stato denunciato a piede libero ora rischia fino a 3 mesi di arresto. Al fermo si è giustificando adducendo che si stava recando nel terreno per accudire alcuni animali.
Sala Consilina deserta. Le strade del comune capofila del Diano sono diventate deserte quando appena si è diffusa la notizia dei primi contagi. Non ci sono stati problemi particolari: niente resse nei supermercati, stesso discorso per le farmacie. Alcune hanno deciso di lavorare “a battenti chiusi”. La paura di possibili contagi ha creato dei problemi anche ad alcune aziende valdianesi anche a causa di alcune notizie false fatte circolare attraverso i social. Al titolare di un’azienda alimentare è stato chiesto di non recarsi più in un punto vendita di Sapri per evitare possibili contagi. La paura, intanto, monta in tutta la provincia Sud: il sindaco di Camerota, Mario Scarpitta, ha vietato l’ingresso in città agli ambulanti provenienti da altri centri.
Stop crisi al “Curto”. All’ospedale di Polla, invece, non si registrano particolari problemi anche se mancano 23 tra medici, infermieri ed operatori socio sanitari messi in quarantena dopo il pasticcio delle dimissioni di una donna calabrese ritenuta negativa - e autorizzata a lasciare il “Curto” - quando invece era positiva al coronavirus. La struttura ha ripreso a lavorare regolarmente e, intanto, va avanti la doppia inchiesta - una interna, l’altra della magistratura - per far luce su quanto accaduto.
Picentini e Piana, altri casi. Nuovi test positivi non solo nel Diano. Uno dei catecumeni di Bellizzi che ha partecipato al ritiro spirituale è risultato positivo al tampone: le sue condizioni, al momento, non destano particolari preoccupazioni. Positivo pure un anziano ebolitano - anche lui passato per Atena Lucana con il gruppo di preghiera - che da qualche giorno presenta febbre alta. C’è da registrare, poi, un’altra positività nella zona, questa volta non legata ai catecumeni: si tratta di un medico di base residente a Salerno ma che fa studio a Montecorvino Pugliano e che già da qualche giorno si era messo in quarantena dopo alcuni contatti con possibili persone “sospette”.
Erminio Cioffi
Alessandro Mosca
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