Il “buco” delle telecamere «L’Ente non ha immagini» 

Tringali rivela le difficoltà: «Software obsoleti, le registrazioni solo alla polizia» E sull’incuria: «Affrontata una tempesta perfetta: restano dei gravi problemi»

Per quanti occhi elettronici siano dispiegati sul territorio cittadino «il Comune non ha alcun controllo sulle telecamere di videosorveglianza». È la rivelazione-chiarimento dell’assessore alla Sicurezza urbana e alla Trasparenza, Claudio Tringali, avviando la discussione sul tavolo convocato ieri a Palazzo di Città per discutere della situazione della movida e del degrado che si sta registrando da tempo sul territorio comunale. Seduti ad ascoltare l’ex magistrato ci sono rappresentanti di comitati e di associazioni di categoria a confronto con i rappresentanti dell’amministrazione, della polizia municipale e di Salerno pulita. E l’assessore, in merito agli “occhi elettronici” chiarisce che, oltre a problemi legati ai software difettosi e a tecnologie non sempre performanti, gli unici che guardano le immagini sono in Questura e non a Palazzo di Città che è allo scuro di quanto viene immortalato dalle registrazioni. «Ma non è soltanto con le telecamere che si combatte il degrado», tiene subito a sottolineare Tringali.
Al di là della sicurezza, quindi, la riunione ha lo scopo trovare soluzioni mettendo a confronto tutti gli attori coinvolti: «Non sono un politico ma un tecnico e questo è un incontro tecnico non politico», evidenzia l’esponente della Giunta guidata dal sindaco Vincenzo Napoli che, adesso, pensa all’istituzione di un Comitato permanente di confronto su dieci temi che vengono considerati prioritari. Poi, però, arriva il primo cittadino che corregge il tiro e specifica: «Questo è un incontro istruttorio e prelude a una riunione che convocherò con gli assessori delle varie competenze per mettere a frutto un ragionamento che prenda spunto dalle sollecitazioni che ci arriveranno per trasformarle in atti concreti e in atti amministrativi. È una riunione conoscitiva - ribadisce così da non poter essere equivocato - che sarà utilissima al successivo incontro con gli assessori competenti: all’Ambiente, alle Attività commerciali e tutti coloro che sono chiamati in sede amministrativa a rispondere degli atti che produrremo. Tringali farà il ragionamento utile ai passaggi successivi».
In realtà, l’intento di Tringali andava ben oltre una definizione delle sfumature che distinguono i tecnici dai politici. «Non potendo entrare nella testa di ogni singolo cittadino, ci rivolgiamo a chi è a loro più vicino, come comitati e associazioni, che possono aiutarci soprattutto in un’operazione necessaria di prevenzione da affiancare a maggiori controlli». Soprattutto, Tringali pone all’attenzione dei partecipanti all’incontro le possibilità che si aprono con la nuova legge a tutela dei beni delle città che prevede per la distruzione, la dispersione, il deterioramento, il deturpamento, l’imbrattamento e l’uso illecito di beni culturali o paesaggistici la reclusione da due a cinque anni e multe fino a 15mila euro. «La situazione in cui ci troviamo è evidente, c’è stata una sorta di tempesta perfetta. Nel senso che - spiega ancora l’assessore Tringali - all’esito dei fatti d’indagine è stata sospesa l’attività sul verde pubblico, poi sono stati fatti alcuni bandi non sono andati bene e i mesi sono passati. Non è responsabilità dell’amministrazione ma restano sul tappeto problemi gravi di immondizia incuria del verde pubblico, traffico e mancanza di parcheggi che vanno risolti subito, prima che impattino anche sulla stagione turistica». (e.t.)
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