Nicola Nappo

IL PERSONAGGIO

Il bene confiscato a Scafati intitolato a Nicola Nappo, il ragazzo ucciso per sbaglio

Il fondo agricolo di via Nuova San Marzano porta il suo nome. Fu freddato in una agguato: scambio di persona

Nicola Nappo era uno dei tanti giovani del territorio al confine tra le province di Napoli e Salerno che provava a costruirsi un futuro solido. Un sogno spezzato la sera 9 luglio del 2009, quando è stato ucciso all’uscita di un bar a Poggiomarino. La sua unica colpa è stata quella di assomigliare a un affiliato del clan Fabbroncino, che i killer avevano avuto l’ordine di eliminare per “vendicare” un pestaggio. Nicola si trovava in compagnia di un'amica, rimasta ferita dai colpi esplosi e viva per miracolo dopo essere stata ferita da un proiettile a una gamba. Per quella esecuzione il 38enne scafatese Antonio Cesarano è stato condannato all’ergastolo nel 2014. Per i giudici del Tribunale di Napoli è stato lui a organizzare l’agguato in terra vesuviana per uccidere un affiliato al gruppo camorristico dei Fabbrocino, attivo nelle aree di Poggiomarino e Ottaviano, che doveva essere “severamente punito” perché aveva picchiato il figlio del capo-clan degli scafatese Sorrentino. Ma sulla quella panchina non c’era nessun boss, ma semplicemente un giovane di 24 anni colpa assomigliare a un affiliato della cosca avversaria. Una vittima innocente che Libera dal 2013 ricorda a Scafati con l’intitolazione del locale presidio e, dalla scorsa estate, fondo agricolo nato dopo la confisca del terreno che è stato tra i “tesori” del clan Galasso. Una storia che non dimentica Gerardo Illustrazione, 25 anni da compiere venerdì e da 24 mesi referente di Libera nella città dell’Agro nocerino. «Siamo contenti che i gestori del fondo abbiano ricordato Nicola - ha detto - D’altronde quella è una zona a pochi passi dalla sua Poggiomarino e la famiglia Nappo è attiva da sempre nel campo dell’agricoltura. Appena hanno appreso la notizia sono stati felicissimi. So che ci aiuteranno in questo progetto. Record per il primato dei due beni confiscati a Scafati, i primi nell’Agro, sotto la mia guida da coordinatore? Nessun record, c’è solo l’impegno dello Stato. Libera prova solo a facilitare il compito delle istituzioni mettendo in contatto le varie realtà che possono far rinascere il territorio ».

(d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA