I soldi della gita per combattere il virus 

Iniziativa di una classe del Fresa-Pascoli di Nocera Superiore: acquistati Dpi con le quote versate per il viaggio d’istruzione

NOCERA SUPERIORE. Una duplice speranza, per il futuro e per il presente, il gesto degli studenti della seconda C dell’istituto “Fresa Pascoli” di Nocera Superiore, che hanno donato i soldi già versati alla scuola, quelli d’adesione ad una gita, per l’acquisto di dispositivi di sicurezza per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Gli studenti hanno deciso di destinare i soldi che avevano già dato alla scuola per l’acquisto delle mascherine. Prima, però, hanno chiesto l’autorizzazione al loro dirigente. La risposta entusiasta e commossa del preside non si è fatta attendere.
«I miei alunni autentici spartani nella lotta contro il Coronavirus. Un gesto che mi ha fatto emozionare: sono orgoglioso di essere preside di questi ragazzi che mi hanno fortemente arricchito. I miei studenti come Leonida e il Coronavirus come il messaggero persiano». Sono le parole del dirigente scolastico dell’istituto nocerino, Michele Cirino, che ha ricevuto la bella notizia dal presidente del Consiglio d’istituto, l’avvocato Paolo Sessa, già assessore e consigliere comunale.
«La notizia - continua Cirino - mi inorgoglisce. Mi riempie di gioia e di orgoglio di essere il Preside di questi ragazzi, che danno risposte più adeguate delle nostre». E chiede di seguire l’esempio dei giovani, il preside della scuola: «L’iniziativa va tracciata e promossa anche per altri casi analoghi. Un piccolo gesto, ma una grande risposta di civiltà e di senso civico. Ai docenti degli alunni, promotori di questa meritoria iniziativa, insieme alle loro famiglie, ho chiesto di tenerne conto anche nella valutazione. Sono queste le competenze che la scuola deve trasmettere. Onore e merito ai miei alunni, avanguardia di un mondo che risorgerà dopo il virus forte della loro forza e senso civico. Nella tempesta non affonderemo perché la nostra nave è inaffondabile».
Michele Cirino prima di ricevere la bella notizia dai suoi studenti, ad inizio settimana aveva già inviato una lettera accorata a tutta la comunità scolastica, docenti, studenti, famiglie e personale Ata, nella quale esortava tutti a non mollare. E ha esortato tutti i docenti ad operare in maniera flessibile, lasciando spazi all’autonomia, alle letture, a non appesantire le giornate già ricche di stress psichico ma a dare importanza alla serenità e al bene psicologico. «Non è il tempo della cattedra e del banchetto - scrisse il dirigente - ora è importante curare lo stato psicologico degli alunni, trasferendo amore e coraggio, perché, quando tutto questo sarà finito, niente sarà più come prima. Facciamo sentire la vicinanza della nostra scuola ai veri protagonisti: i ragazzi».
Luisa Trezza
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