Il caso

I ricercatori ribelli sfidano i baroni per un ateneo pulito 

Fondata a Roma l’associazione “Trasparenza e merito”

SALERNO. È una sfida ai baroni universitari e ai concorsi accademici sospetti di essere truccati: venerdì è stata fondata a Roma l’associazione “Trasparenza e Merito. L’Università che vogliamo”, la rete di ricercatori e docenti “ribelli”. Tra i fondatori c’è Pierluigi Siano, il professore associato del dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Salerno, grazie al cui esposto la procura di Nocera Inferiore ha aperto un’inchiesta sul concorso a ordinario di prima fascia in Sistemi elettrici per l’energia.
«Mi auguro che l’iniziativa – dichiara il docente salernitano – possa suscitare l’interesse e il coinvolgimento della parte sana dell’Università rappresentata dalla stragrande maggioranza dei colleghi».
Con Siano ci sono anche Giambattista Scirè, Giulia Romano, Cecilia Scoppetta, Antonella Fioravanti, Pierpaolo Sileri, Giuliano Gruner, Filippo Neri, Andrea Guerrini, Adamo Domenico Rombolà, Paolo Voci.

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