IL REPORT

I beni confiscati tolti ai boss nel Salernitano, sciupati dai burocrati

I progetti di riutilizzo finanziati da più di 2 anni eppure stentano a decollare

SALERNO - Colpire il core business della criminalità organizzata, togliere ossigeno ai sodalizi delinquenziali che inquinano il tessuto economico, restituire i beni dell’illecito arricchimento alla società civile: questi i propositi della legge sulla confisca dei beni e delle successive modifiche, dal 1981 ad oggi ha sottratto milioni di euro alla camorra in Campania. La Regione, nelle scorse settimane, ha fatto lo stato dell’arte di attuazione dei progetti di riutilizzo dei beni confiscati sul territorio.

Di quelli finanziati con fondi europei, Pon Legalità o risorse di Palazzo Santa Lucia. Quelli attivi e in fase di esecuzione, cantierizzati o nella fase istruttoria, sono attualmente 66. Di questi 15 nella sola provincia di Salerno. Progettualità approvate e finanziate da due anni che stentano a decollare, perché imbrigliate nelle maglie della burocrazia.

Massimiliano Lanzotto

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