IL CASO

Guardia medica senza l’apparecchio per la glicemia a Salerno

I familiari costretti a rivolgersi al servizio di emergenza 118

«Signora, le consiglio di chiamare il 118 perché qui noi non abbiamo la macchinetta per misurare la glicemia e non potremmo fare nulla». Poche parole che non lasciano spazio a interpretazioni. È l’una e trenta della notte. Da una parte della cornetta c’è il presidio di Guardia medica del centro di Salerno. Dall’altra parte del telefono, una giovane donna che sta chiamando perché la nonna, la signora Maria, diabetica e ultra centenaria non sta affatto bene. Non è chiaro se sia in corso una crisi ipoglicemica: la nonna ha delle allucinazioni, è inquieta, da ore delira. Serve un medico, è la conclusione a cui arriva la famiglia della vecchietta, impotente rispetto alla situazione. Solo un dottore può decidere come intervenire su un fisico così delicato e come farlo senza pregiudicare un equilibrio estremamente fragile. Anche la decisione di darle o meno un banale tranquillante potrebbe essere fatale. Telefonare a un medico di base, nel cuore della notte, e ottenere una risposta è quasi impossibile, salvo eccezioni. Fatto sta che la famiglia decide di rivolgersi alla Guardia medica, anche perché, a meno che un medico non l’avesse espressamente richiesto, l’idea di chiamare il 118 per un ricovero urgente, considerando l’età avanzata della paziente, sarebbe stata una ratio estrema soprattutto per non creare uno stato di ulteriore agitazione alla signora già particolarmente agitata. «C’è bisogno di misurare la glicemia prima di dirle che cosa fare, faccia la misurazione e richiami» è stata la prima risposta di una dottoressa del presidio sanitario di via Vernieri. Ed è in quel momento di concitazione che la macchinetta elettronica decide di bloccarsi e non bastano svariati tentativi di cambio di striscette e pile per risistemarla. Intanto le allucinazioni e la crisi della nonna diventavano sempre più acute. «Mi perdoni, ma il nostro misuratore si è bloccato, credo si sia rotto», spiega la nipote di nonna Maria al telefono, questa volta con un medico. «Senta, noi qui non possiamo fare nulla ed è inutile che veniamo a visitare la signora perché non abbiamo la macchinetta per la misurazione, quindi le consiglio di chiamare il 118 perché loro ce l’hanno e possono intervenire», è la risposta finale. A quel punto non è rimasto altro da fare che chiamare l’ambulanza, arrivata di lì a qualche minuto, senza che ci fosse anche il medico a bordo perché erano tutti alle prese con le più svariate emergenze, non ultimo il picco di influenza. Se anche per una banale misurazione di glicemia o un virus influenzale, è necessario chiamare l’ambulanza, è praticamente ovvio che al Pronto soccorso si possano accumulare attese anche di 3 ore per un codice verde. 

(e.t.)

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